Siccità e black out: scende il Po, sale l’allarme

Al centro dei lavori, l’attività di monitoraggio delle azioni già poste in essere, con l’aggiornamento degli obiettivi di invaso del bacino idrografico del fiume Po. Un lavoro condotto anche alla luce delle previsioni di precipitazioni per i prossimi tre mesi e di un incremento della temperatura di circa un grado rispetto alla media degli altri anni.

Per il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio la situazione potrebbe addirittura necessitare una richiesta di stato di crisi. Terna, nel frattempo, ha presentato un piano per il risparmio di acqua, così da scongiurare eventuali black out o distacchi programmati su tutto il territorio nazionale. Ricordiamo che le minori disponibilità idriche, in particolare sul Po, possono comportare la riduzione se non addirittura l’arresto della capacità produttiva di importanti impianti termoelettrici.

Naturalmente, le scarse precipitazioni e il conseguente abbassamento delle acque del Po – per luglio si prevedono dai 20 ai 30 cm in meno – non minacciano solamente la produzione di energia elettrica, ma anche le attività agricole, che già nel 2003 subirono un danno di oltre 5 miliardi a causa della siccità. Al momento, Terna prevede che con il piano di risparmio per 350-400 milioni di metri cubi d’acqua si potrà comunque alzare di 10 cm il livello del Po per i mesi di giugno e luglio.

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