La sicurezza di George Clooney: fossi gay non avrei vergogna a dirlo

George Clooney

L’impegno sociale di George Clooney è ormai noto a tutti, così come la sua capacità di essere ironico e diplomatico allo stesso tempo. Non stupisce allora la scelta dell’attore e regista che, interpellato ancora sulla sua presunta omosessualità, stavolta ha scelto di rispondere non con l’ennesimo silenzio, bensì con una contro-provocazione.

Al giornalista del The Advocate, nota rivista americana sul mondo di gay e lesbiche, George Clooney ha detto: “Se così fosse, non ci sarebbe vergogna nel dichiararsi gay”. Una risposta da uomo sicuro di sé e affatto turbato dai pettegolezzi, per quanto insistenti.

“L’ultima cosa che mi vedrete fare è innervosirmi e rilasciare dichiarazioni del tipo: ‘Queste sono solo bugie’ – ha spiegato George Clooney -. Sarebbe di cattivo gusto nei confronto dei miei amici della comunità gay”. In effetti, George Clooney ha stoicamente sopportato il prolungato tam-tam di pettegolezzi sulla sua presunta omosessualità senza mai prendere posizione, una scelta che per qualcuno è sembrata una mezza conferma nonostante il diretto interessato, nel frattempo, abbia attraversato fidanzamenti più o meno ufficiali con donne attraenti del calibro di Elisabetta Canalis e Stacy Keibler.

Ecco allora che le dichiarazioni rilasciate da Clooney a The Advocate acquistano un altro peso e spiegano finalmente il distacco con cui l’attore affronta l’argomento della sua presunta omosessualità. In fondo, quanti uomini belli e famosi rimangono single fino a cinquant’anni? Molti, almeno a guardare il panorama delle star, mentre molti meno possono dirsi davvero felici. Non George Clooney che, sempre alla rivista americana, ha dichiarato: “La mia vita privata resta tale e al momento sono solo molto felice”.

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