Sicurezza: i rischi dal Wi-Fi e dalle email

Lo studio, che ha indagato le conseguenze della leggerezza con cui i lavoratori in mobilità approcciano la sicurezza, ha evidenziato come la poca visibilità delle nuove minacce informatiche riduca la percezione dei rischi e il rispetto delle norme di comportamento per una navigazione sicura.Sempre più "invisibili", in realtà le minacce non sono affatto diventate meno pericolose, ma si sono solo fatte più "furbe". Accade così che proprio la poca attenzione da parte degli utenti aziendali, specie in mobilità, esponga l’azienda e gli stessi dipendenti a seri rischi a livello di sicurezza dei dati sensibili.John N. Stewart, Chief Security Officer di Cisco Systems, ha affermato: "Quando lavorano da casa, le persone tendono ad abbassare la guardia molto più che in ufficio, dal momento che adeguarsi alle policy di sicurezza non sembra così semplice o così necessario finché si è fra le mura domestiche. Lo sfumarsi della distinzione tra ambiente lavorativo e domestico e fra la vita aziendale e personale rappresenta una sfida sempre più importante per le aziende che desiderano capitalizzare i vantaggi in produttività portati dall’avere lavoratori in remoto".Accade così che, sempre più spesso, si aprano e-mail e allegati provenienti da fonti sconosciute o sospette. In Italia, ad esempio, ben il 33% dei lavoratori apre le e-mail ma non gli allegati, mentre un 4% dichiara di fare entrambe le cose.Aumentano poi l’utilizzo del computer e di altri dispositivi di lavoro per motivi personali (più 9% in Italia), così come le possibilità di accesso a tali dispositivi da parte di persone esterne all’azienda, soprattutto quando questi si trovano tra le mura domestiche. Accade poi che i lavoratori utilizzino abusivamente connessioni internet wireless presenti nelle vicinanze o che si gestiscano file aziendali con dispositivi personali, senza adeguata protezione IT.Tutto ciò si traduce in una nuova corsa alla messa in sicurezza delle reti aziendali da parte dei gestori, con aumenti di spesa in tale settore elevati in tutti i paesi considerati dall’indagine. Cina, India, e Brasile hanno la più alta percentuale di stima di crescita della spesa per la sicurezza, ma più della metà degli intervistati in 8 nazioni su 10 sta progettando di aumentare la spesa in sicurezza entro quest’anno. In Italia è il 60% degli intervistati, con il 35% che intende aumentare la spesa di più del 10%).

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