Sigarette: rimborso se il ‘light’ è fuorviante

Per le multinazionali del fumo, quella della Corte Federale di Brooklyn rappresenta un colpo durissimo, quanto inatteso. Negli altri stati nordamericani, infatti, le numerose istanze presentate dai consumatori erano cadute prima di raggiungere l’ultimo grado di giudizio.Nel caso specifico, il giudice distrettuale non ha quindi determinato la sentenza in base ai danni effettivi causati dal fumo sulla salute del consumatore, ma si è limitato a decidere sul fatto che il messaggio pubblicitario lanciato con la dicitura "light" non poteva e non doveva lasciar intendere che quel tipo di sigarette costituiva un minor pericolo. La sentenza newyorkese potrebbe avere risvolti molto costosi per le multinazionali del tabacco, a patto che non venga invalidata in altri gradi di giudizio.

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