Silvia Toffanin: maternità, amore, indipendenza

Legata da dieci anni ad un manager dal cognome importante, il suo primo vero amore, con lui ha saputo costruire e proteggere un rapporto che non ha bisogno di un foglio di carta per continuare. Protagonista in copertina e nell’ampio servizio interno dedicatole da Vanity Fair, Silvia Toffanin si apre al pubblico e ai fan rivelandoci aspetti sorprendenti.Una sera arriva a casa e il suo compagno nonché datore di lavoro – Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente Mediaset – le chiede di smettere di condurre programmi tv e di stare a casa a crescere i figli. Come reagisce? Dice sì e molla Verissimo? "Già non mi piace l’idea dell’imposizione. E comunque non lo accetterei mai. Rispetto le donne che lavorano a casa, spesso felici di farlo, ma io sarei frustrata. E questo malessere poi lo trasmetterei a mio figlio e al mio compagno. Andrebbe contro la mia natura indipendente".Il 10 giugno di quest’anno è diventata mamma. Quando avete deciso di avere un figlio? "L’arrivo di Lorenzo Mattia non l’abbiamo programmato. Come sempre, abbiamo lasciato che il destino facesse il suo corso".Pier Silvio ha assistito? "Sì, mi teneva la mano. Ha tagliato il cordone ombelicale. E poi, vestito come George Clooney in E.R., ha fatto il primo bagnetto a Lorenzo Mattia". Nonno Silvio che cosa ha detto del bambino? "Stupendo. Caspita, quanti capelli". La prima volta che siete tornati a casa in tre, com’è andata? "Ho pianto di gioia". E adesso si sposerà ? "Questo figlio corona la nostra unione più di qualsiasi foglio di carta. Non sento il bisogno di una cerimonia per sentirmi più amata. Forse il matrimonio mi spaventa perché non vorrei mai che la persona che mi sta al fianco ogni giorno fosse lì solo perché deve, ma non lo vuole. Vorrei che mi scegliesse sempre, come io scelgo lui".

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