Singapore e magia: Raffles Hotel

Dalla fine dell’800 questo albergo rappresenta il viaggio, il lusso, la raffinatezza. In un primo momento la costruzione si ergeva su due piani circondata da ariose verande al cui interno si snodavano 22 camere ciascuna con guardaroba e bagno privato. I fasti del servizio eccellente, dei cibi ricercati, dei vini esclusivi riecheggiò non solo in Asia, ma in tutto il mondo occidentale. Tanto è vero che successivamente la famiglia Raffles, intuendone le potenzialità, ampliò la struttura fino a 200 camere. La clientela venne divisa in residenti (molti facoltosi commercianti o appartenenti all’aristocrazia coloniale lo elessero a propria abitazione) e visitatori (pur sempre di altissimo livello: principi, sultani, re). Nel 1910 l’apertura di una nuova sala da ballo coincise con il periodo di massimo splendore del Raffles. Incontri d’affari, cronache mondane, leggende, pettegolezzi, non fecero che accrescerne la fama. Solo un piccolo periodo buio ne oscurò la grandiosità. L’hotel venne rilevato dai creditori prima che la famiglia ne decretasse la definitiva rovina e salvato. Le sorti si risollevarono definitivamente quando divenne un must per la cinematografia Hollywoodiana. Divenne il set ideale di numerosi film e molte celebrità e miti americani vi soggiornarono. Incredibili furono gli anni 50. Liz Taylor, Rita Hayworth, Ava Gardner gli attribuirono un’aura di sogno senza pari. Nel 1987 in occasione del centenario l’hotel venne decretato monumento nazionale, e grazie ad un sapente restauro è ritornato all’antico splendore. Il Raffles non è solo un hotel di charme, ma anche un insieme di superbi giardini, di sale da biliardo, di 9 ristoranti, di 4 bar, di piscina, di healt club, di negozi, e di suite di gran lusso. Da oltre il prestigioso portone d’ingresso sono transitati scrittori, attori, uomini politici, sovrani, i potenti della terra. Meraviglioso poter sedersi ad un tavolo ed ordinare un cocktail, magari il Singapore Sling che fu inventato proprio qui nel 1915. E ancor più meraviglioso riuscire a trascorrervi una notte. Sarebbe un sogno, anche se ormai in un era in cui tutto corre così velocemente, il tempo per fantasticare sembra davvero limitato. Bè perché non crederci e tornare a sognare di nuovo. Almeno per una volta.
Andrea Lanari

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