Smart Drugs: la droga è furba, meno chi la usa

Contengono infatti vitamine, principi attivi di estratti vegetali, tra cui i più diffusi sono l’efedrina, la caffeina, la taurina, ma anche sostanze con caratteristiche allucinogene. Sulle smart-drugs" e sugli "smart-shops" ha puntato il dito l’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità, che nella Conferenza sulle tossicodipendenze ha analizzato questo che è già un fenomeno diffuso. Enrico Garaci, presidente dell’ISS, ha infatti sottolineato come ancora molto poco si sappia su queste droghe e sulle possibili intossicazioni, a volte anche molto gravi, ad esse legate. Gli "psiconauti", come vengono definiti i consumatori di smart-drugs, non sono quindi estranei ai rischi spesso associati a sostanze stupefacenti ben più note.L’ISS, con il libro Smart Drugs (scaricabile QUI in formato PDF), cerca di focalizzare l’attenzione dei lettori su quelli che, ad oggi, sulla base dei dati forniti dalla letteratura internazionale, sembrano essere i prodotti contenenti molecole dotate di una qualche attività psicoattiva (stimolanti, allucinogeni etc.) o il cui consumo possa dimostrarsi in qualche modo dannoso per la salute. Si tratta di un interessante dossier per approfondire il nuovo fenomeno legato a particolari bevande energetiche, alle droghe "etniche" ed etnobotaniche, ma anche alle biodroghe e alle cosiddette eco-drugs (tra cui i noti semini).

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