Sms, Internet e contenuti: la mobilità si paga cara

In Italia il mercato degli Sms, che rappresenta il 60% del fatturato totale dei servizi oggetto di indagine, sta crescendo a ritmi sostenuti (+40% nell’ultimo biennio) e presenta ulteriori spazi di ampliamento: il numero di utilizzatori di Sms sul totale della clientela è infatti relativamente basso, 47,9% rispetto a oltre 80% nel Regno Unito, in Germania e in Francia. Nell’ambito dell’universo degli utilizzatori di Sms, vi è un gruppo maggioritario, circa il 62%, che paga il prezzo unitario di 15 €cent a fronte degli 11 €cent previsti dal Regolamento comunitario per gli Sms internazionali. Solo una minoranza degli utenti, che invia però il maggior numero di messaggini, paga un prezzo molto più basso, mediamente intorno a 1 €cent, che porta la media complessiva a 3,5 €cent: nel 2008, sul totale di circa 60 miliardi di Sms, il 75% degli invii è stato effettuato all’interno di piani o opzioni tariffarie, mentre solo il 25% degli Sms è stato inviato al prezzo delle offerte base. Sulle offerte con sconti molto elevati gioca un peso fondamentale il traffico "on net" (Sms inviati con lo stesso operatore), caratterizzato da prezzi ancor più contenuti, che rappresenta oltre i 3/4 del traffico totale di Sms."Alla luce dei dati raccolti – sottolineano Antitrust e AgCom – è evidente che non tutti i consumatori sono consapevoli delle opportunità offerte dal mercato: è dunque necessario che gli operatori diano maggiori informazioni sulle opzioni tariffarie disponibili. La notevole prospettiva di crescita del consumo di Sms, indicata dai confronti internazionali, indica inoltre che c’è spazio per raggiungere i consumatori con una politica di prezzi più bassi. La discesa dei costi per gli utenti dovrebbe inoltre essere favorita dall’ingresso nel mercato degli operatori virtuali mobili, oggi reso difficile da un prezzo all’ingrosso pari in media a 5,25 €cent, superiore sia al ricavo medio per Sms (3,5 €cent), sia al corrispondente prezzo dell’Sms internazionale, per il quale il Regolamento europeo sul roaming stabilisce un tetto massimo di 4 €cent".Per quanto riguarda Internet ed email in mobilità, l’auspicio delle autorità è che la crescita si accompagni a maggiore chiarezza in termini di offerta e caratteristiche del servizio, ma anche nel controllare la spesa per evitare il fenomeno delle "bollette pazze". Per questo le due Autorità propongono che vengano previste soglie automatiche di blocco della spesa per il traffico dati, salvo rinuncia espressa dell’utente, in linea con il nuovo Regolamento sul roaming internazionale, che introduce un meccanismo di blocco quando la bolletta raggiunge 50 euro, o un’altra soglia più elevata a scelta del consumatore. Sempre le autorità chiedono poi la rimozione di vincoli penalizzanti il recesso da parte del cliente, spesso bloccato alle condizioni contrattuali sottoscritte per periodi assai lunghi (anche due anni). Infine i contenuti, ovvero loghi, suonerie, musica, ecc. Qui le necessità, data anche l’età giovanissima dei principali fruitori, è quella di introdurre procedure che garantiscano la trasparenza dei contratti e soprattutto la consapevolezza del contratto stesso, così come procedure di disattivazione chiare e semplici.

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