Staminali: l’Italia è pronta a mettersi in gioco?

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Dopo il caso della piccola Sofia, che ha rialzato il sipario sulla ricerca delle cellule staminali, ci si chiede se l’Italia è davvero pronta a mettersi in gioco ed in che modo potrà sostenere la ricerca.

Mai come negli ultimi mesi il polverone suscitato attorno alla questione staminali, ha fatto sì che l’opinione pubblica venisse subissata quotidianamente su un tema che troppe volte è stato messo da parte: la ricerca delle cellule staminali in Italia. Il nostro Paese non gode certo di una buona opinione a livello europeo per quanto riguarda la ricerca delle cellule staminali. La causa ovviamente è quasi scontata. L’Italia è un Paese prevalentemente cattolico, in cui il culto e la religione sono più influenti della scienza.

Fino a qualche mese or sono, la ricerca sulle staminali continuava nell’oscurità, senza che i mass media se ne curassero più di tanto. Tuttavia nelle scorse settimane, il caso della piccola Sofia, una bambina affetta da  leucodistrofia metacromatica – una malattia che comporta una paralisi progressiva – ha attanagliato l’animo di tutti coloro che ne hanno sentito parlare. In questo particolare caso, i genitori della bambina chiedevano a gran voce di poter curare la loro figlia attraverso le cellule staminali, pena la morte della piccola Sofia.

Dopo appelli in TV, alla stampa, sul Web, il Ministro della Salute ha concesso alla bambina di poter fare uso delle staminali, continuando una cura già iniziata grazie all’intervento del Prof. Vannoni e della Fondazione Stamina, che hanno scagionato la morte di Sofia attraverso l’iniezione di cellule staminali. Il tema quindi è tornato di interesse nazionale, tanto che a distanza di pochi giorni da quanto accaduto, ci si chiede se l’Italia sia pronta o meno ad approfondire la ricerca.

Sulla staminali l’Italia ha iniziato una ricerca molto blanda, forse proprio per non creare conflitti con i cattolici, contrari alla sperimentazione delle staminali. Non è però possibile lasciare chiusa una porta che consentirebbe a milioni di malati italiani, di potersi curare con le staminali. Sono sempre più i nostri connazionali che partono per Paesi dove l’utilizzo di queste cellule non è più in via di sperimentazione, ma è una solida realtà sulla quale poter fare affidamento.

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