Stessi riti,diversi modi:il viaggio del papa verso la “gioventù”

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Nel 2008 a Sidney, nel 2011 a Madrid, ora a Rio de Janeiro. Il Papa sceglie, per festeggiare il periodico incontro della Chiesa coi giovani, di tornare in America Latina, nei luoghi della sua gioventù. E proprio come quest’ultima, ricca di esperienze, anche piuttosto insolite per un rappresentante della Santa Sede (da ricordare, fra i tanti, l’aneddoto del suo lavoro come buttafuori in un locale malfamato di Cordoba), si presenta questo viaggio, in cui Bergoglio dimostra un’apertura mentale ed un’umiltà che lo rendono più vicino ai fedeli, molto più dei suoi predecessori.

Diverse le innovazioni, che portano una ventata di freschezza e modernità, e che sembrano annunciare un avvicinamento non solo ai giovani, ma anche al loro mondo, determinando una sorta di progressivo “svecchiamento” delle consuetudini ecclesiastiche: dall’annuncio su Twitter <Sto arrivando in Brasile fra qualche ora e il mio cuore è già pieno di gioia…>; alla scelta di non tenere una conferenza stampa durante il volo in aereo con domande già scelte e preparate dal portavoce vaticano, ma piuttosto di intrattenersi con i giornalisti in <un bell’incontro, ampio e cordiale>.

Molte anche le dimostrazioni di modestia e semplicità: dalla partenza da Fiumicino con un sobrio bagaglio portato da lui stesso; alla decisione di servirsi di un’auto e di una papa-mobile non blindate, nonostante la situazione poco rassicurante del Brasile negli ultimi tempi; al rispettoso gesto di non abbassare il finestrino della vettura, anche di fronte alle pressanti insistenze di una folla numerosissima, radunata nelle strade del centro per accoglierlo.

Fitto d’impegni, tra i quali alcuni che non smentiscono l’umanità di questo Papa, è il programma di viaggio, che prevede anche una visita alla favela di Varginha e una all’Ospedale di S.Francesco d’Assisi.

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