Stitichezza: inutili i rimedi fai da te

Tra le varie tematiche affrontate, si è appunto parlato di stipsi e della differenza tra occasionalità e cronicità. Nel primo caso, infatti, la stitichezza rientra nel vasto campo dei disturbi, mentre nel secondo si tratta di una malattia vera e propria. Spesso, quando si tratta di un disturbo, capita che si manifesti sporadicamente in coincidenza di lunghi spostamenti, a causa del clima o di cambiamenti nell’alimentazione, nonché per abitudini nuove o per l’uso di determinati farmaci. I medici, come è emerso dal simposio, tendono a considerare un paziente come stitico quando la defecazione avviene in media ogni 3-4 giorni o è inferiore a 3 volte a settimana, e deve associarsi ad un impegno eccessivo della muscolatura addominale. Va però sottolineato che la stipsi, che riguarda in prevalenza le donne e i soggetti che hanno superato i 40 anni, è subordinata al rispetto di alcune regole fondamentali per la funzione intestinale. In particolare, la cura per l’alimentazione si dimostra fondamentale. I medici dell’Associazione per la Neurogastroenterologia e la Motilità Gastrointestinale, per voce di Carmelo Scarpignato, sottolineano: "Spesso, non ci si nutre in modo giusto, perché non si assume un’adeguata quantità di fibre e liquidi. Il corpo umano è una macchina perfetta che ha bisogno, per carburarsi adeguatamente, di assumere ogni giorno almeno 30 grammi di fibre e 1,5-2 litri di fluidi, come acqua, spremute di frutta, tè e altri liquidi". Il mancato rispetto di queste semplici regole ed i falsi rimedi propinati dai passaparola, rischiano però di far degenerare situazioni di disturbo temporaneo che potrebbero rientrare se trattate, in tempo, da esperti. Gabriele Bazzocchi, dell’Università degli Studi di Bologna, commenta: "La spesa farmaceutica in Italia per lassativi si aggira sui 18 milioni di Euro (dati che risalgono al 2000) e soltanto nella metà dei casi la scelta del prodotti da usare è indirizzata dal consiglio del medico o del farmacista. Purtroppo, l’automedicazione basata sulle false credenze e sui consigli di amici e parenti è ancora molto diffusa". Tra gli esempi più sbagliati, Bazzocchi indica: "Ci sono persone che ricorrono all’uso di lassativi e di altri metodi per ‘pulire’ l’intestino, cioè per motivazioni che nulla hanno a che fare con i meccanismi fisiopatologici della stipsi. Vi è poi l’abitudine sempre più frequente, alimentata dall’errata convinzione che ‘naturale è meglio’, di utilizzare prodotti di erboristeria piuttosto che di farmacia". In conclusione, il consiglio migliore che si può ricevere è quello di recarsi da un medico, magari prima che un disturbo occasionale possa trasformarsi in una vera e propria malattia.

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