Stop al fumo: boom per liquirizia

Nella nota diffusa dalla Coldiretti si sottolinea la forte crescita delle vendite, quasi raddoppiate, dei derivati di questa pianta officinale e non manca il timore per l’esaurimento delle scorte nei negozi. Il fenomeno riguarda in modo particolare le radici di liquirizia da tenere in bocca, in una gestualità che ricorda al fumatore il “rituale” della sigaretta. Sempre la Coldiretti sottolinea come a beneficiare di questo nuovo mercato della liquirizia non siano i produttori, “quest’anno è stato infatti riconosciuto un prezzo di molto inferiore a un euro al chilo per le radici grezze di grande qualità, mentre nei negozi la liquirizia pura che si ottiene dalla lavorazione si vende nelle scatoline fino a 100 euro al chilo”. Le proprietà della liquirizia non sono comunque nuove, in Asia viene infatti utilizzata da circa cinquemila anni per curare tosse, i disturbi del fegato, le intossicazioni alimentari e per una vasta gamma di impieghi, nei quali i principi attivi posseduti dalla pianta hanno dimostrato una buona efficacia. Sempre secondo i dati forniti da Coldiretti, in Italia vengono prodotte ogni anno circa venticinque milioni di chili di caramelle a base di liquirizia, ricavate da oltre 30 mila tonnellate di radice lavorata. Solo il 10% della liquirizia impiegata per la lavorazione è però di origine italiana, viene infatti coltivata in Abruzzo, Puglia, Basilicata e Sicilia, mentre oltre i tre quarti della produzione nazionale proviene dalla piana di Sibari (Calabria) ed è definita dall’autorevole Enciclopedia Britannica come la migliore liquirizia del mondo. Nonostante la qualità del prodotto italiano, la Coldiretti sottolinea come “la gran parte del prodotto lavorato dall’industria dolciaria e farmaceutica proviene da paesi come Cina, Afghanistan, Pakistan e Turchia”, e come non vi sia ancora l’obbligo di fornire i dati sull’origine dei prodotti agricoli contenuti negli alimenti. Proprio con il sostegno di Coldiretti, a tutela della produzione calabrese di liquirizia è stata recentemente formalizzata la richiesta per il riconoscimento comunitario come denominazione di origine protetta (Dop). A conferma del massiccio impiego della “Glycyrrhiza glabra” (il nome scientifico della liquirizia), parlano le cifre: 25 milioni di chili prodotti tra caramelle dure o gommose; 300 mila tonnellate di radici grezze lavorate in Italia, di cui 270 mila importate da Cina, Afghanistan, Turchia e Pakistan e 30 mila tonnellate (75% in Calabria) coltivate in Italia (questi i dati forniti da Coldiretti).

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