Suicidio assistito: scegliere di morire in Svizzera

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L’eutanasia consiste nel provocare al più presto la morte di una persona affetta da una malattia incurabile, generalmente sottoposta ad atroci sofferenze. La si può attuare somministrando al paziente farmaci che interrompono la vita in tempi brevi o più semplicemente sospendendogli  l’assunzione di medicinali atti a prolungare l’esistenza.

Si parla di suicidio assistito quando il malato nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali chiede ad un medico assistenza farmacologica per porre fine alla propria vita. Questo tipo di assistenza è illegale nella maggior parte dei Paesi europei  perché ritenuta incompatibile con il ruolo del medico come guaritore e perché pone anche scottanti questioni religiose ed etiche, tanto che in Italia se ne discute in Parlamento fin dal 1984 senza mai giungere ad una legge definitiva. Al momento sarebbe auspicabile che almeno si migliorassero le cure palliative per ridurre il dolore nei pazienti terminali  e che si garantisse un supporto psicologico adeguato ai loro familiari.

Nel nostro Paese esiste un’associazione per il diritto ad una morte dignitosa, la Exit Italia di Torino, che opera in collaborazione con le cliniche elvetiche Dignitas di Zurigo, Exit International di Berna e Lifecircle-Eternal spirit di Basilea. In Svizzera il suicidio assistito è legale ma viene attuato al di fuori delle istituzioni mediche statali.

1.612 iscritti della Exit Italia hanno espresso i desideri  concernenti  la propria morte redigendo un testamento biologico che consiste in una dichiarazione anticipata di trattamento  in merito a terapie future, redatta quando si è ancora capaci di intendere e volere.

Quando il malato decide di essere pronto per la dolce morte, deve presentare alla Exit Italia le cartelle cliniche che attestano la presenza di una patologia irreversibile e incurabile allegando la copia della propria carta d’identità. Dopo essere stati esaminati, i documenti vengono spediti alla clinica svizzera prescelta per il suicidio assistito e se la domanda viene accolta il paziente sceglie autonomamente la data della propria morte, prendendo alloggio tre giorni prima in un hotel nei pressi della casa di cura.

Se dopo tre giorni di colloqui con un medico che cerchi di farlo desistere dal desiderio di morire il malato è ancora convinto, lo si accompagna nella stanza della dolce morte, gli si porge un farmaco contro il vomito in compresse e dopo dieci minuti il barbiturico ad azione rapida Pentobarbital di sodio. Il paziente generalmente  si addormenta in quattro minuti e muore per arresto cardiaco dopo altri tre minuti, senza soffrire. Tutta la procedura, compreso l’hotel,  la cremazione e il trasporto delle ceneri in Italia viene fornita al costo di 8.000 euro.

Secondo la Exit Italia il 60% delle persone che si sono recate in Svizzera in cerca di una dolce morte ha portato a termine il suicidio assistito, a volte anche in coppia, mentre il restante 40% è tornato indietro  riservandosi la possibilità di ritentare in seguito.

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