Super Size Me, l’era del fast food

Basato su oltre 250 ore di riprese, il film è stato realizzato in un anno, attraverso un viaggio di più di 25000 miglia. Non è certo mancata l’immaginazione all’audace e “temerario” Morgan Spurlock che, per il suo primo film, ha deciso di provare in prima persona gli effetti del nuovo “stile di vita” americano. Tutto nasce da una sola domanda: perché gli americani sono così grassi? “Super Size Me” si pone come un modo ironico e intelligente di guardare ai costi economici, legali e fisici della voglia di fast food che hanno gli americani e non solo loro. Che si ami o che si odi, il fast food è qui per durare: veloce, accessibile, economico e gratificante. Soddisfa una necessità tipica del movimentato stile di vita dei giorni nostri. Ma a quale costo? In America circa il 37% dei bambini e degli adolescenti sta diventando troppo grasso e due adulti su tre sono in sovrappeso od obesi. È a causa della nostra mancanza di auto controllo, o è colpa delle catene di fast food? Il regista Morgan Spurlock ha intervistato esperti in 20 città degli Stati Uniti, inclusa Houston, la “città più grassa” d’America. Dai Direttori Generali Federali della Sanità agli insegnanti di ginnastica, ai cuochi, ai legislatori, queste autorità hanno parlato delle loro ricerche ed espresso le loro opinioni e “intuizioni” in relazione all’espandersi ad oltranza del nostro girovita. Durante questo viaggio, Spurlock ha anche messo a repentaglio la propria salute, cibandosi unicamente in una delle più note catene di fast-food per un mese intero, seguendo semplici regole: 1) Niente alternative: poteva mangiare solo ciò che era disponibile sul menù (acqua inclusa!) 2) Nessuna maxi porzione se non in offerta. 3) Nessuna scusa: mangiare tutti i piatti offerti dal menu almeno una volta. 4) Nessun salto: tre pasti al giorno: colazione, pranzo e cena. E così ha fatto. E come è aumentata l’immissione di fritto e di cibi ricchi di sodio, allo stesso modo ha fatto il suo tasso di colesterolo, e quella che era iniziata come una divertente e spensierata esperienza gradualmente è diventato un serio problema per la sua salute, il tutto a dispetto delle proteste della sua fidanzata, uno chef vegetariano. A tutto questo bisogna aggiungere un costo decisamente “grasso”, strazianti visite dal dottore e un interessante studio per tutti coloro che si sono domandati se si possa vivere solo mangiando ai fast food. Il film denuncia l’orrore dei menù scolastici, il declino dell’educazione fisica nelle scuole, la piaga della dipendenza dal cibo e i provvedimenti estremi che la gente deve prendere per perdere peso e riacquistare la linea e la salute.
Super Size Me è un “divertente” pugno nello stomaco, sostenuto da elementi e fatti riguardanti quest’industria da milioni di dollari, criticata da dottori, avvocati e nutrizionisti. “Gradisce anche le patatine?” non suonerà mai più come una volta. Irriverente, spassoso e, a tratti, inquietante, “Super Size Me” arriva nelle sale italiane a partire dall’8 Aprile, su distribuzione Fandango.

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