Sushi e piante causano allergie

Per gli amanti del sushi, costituito in prevalenza da pesce crudo, esiste infatti il pericolo “anisakis”, un verme marino noto come parassita del pesce, e causa di reazioni allergiche che spaziano dall’orticaria cronica all’anafilassi. Floriano Bonifazi, direttore del dipartimento malattie respiratorie e allergiche degli Ospedali Riuniti di Ancona e presidente dell’Aaito, avverte che ad essere a rischio non sono solo i consumatori di sushi, ma anche coloro che optano per le nostrane alici marinate. Bonifazi non si sofferma solo sul problema del pesce crudo, ma sottolinea che nuove forme di allergia si nascondono dietro le cause più tradizionali. Ad esempio, i pollini possono depositarsi nella parte più profonda dell’esofago e causare disturbi. Il presidente dell’Aaito ammonisce poi sulle possibili allergie causate delle terapie olistiche e naturali: “ogni volta che si introducono nell’organismo sostanze farmacologicamente attive e’ inevitabile il rischio di reazioni avverse, indipendentemente dall’origine sintetica o naturale dei principi attivi utilizzati e dalla loro diluizione." Pur trattandosi infatti di prodotti naturali, l’uso avviene spesso fuori dal controllo medico e non è dato quindi sapere quali reazioni allergiche possano intervenire. Spiega poi Bonifazi che non è possibile neanche strutturare una casistica dettagliata, in quanto: "non essendo i preparati di erboristeria o omeopatici assimilati ai farmaci, poichè sono catalogati come “rimedi”, non c’e’ obbligo di riferire di eventuali reazioni avverse". Se dei prodotti naturali e, più in generale, della medicina alternativa si fa grande uso, a questo non corrisponde però una regolamentazione sui prodotti impiegati, così come accade in Italia. Ad invitare i paesi dell’Unione Europea ad intervenire su queste mancanze legislative è la European Agency for Evaluation of Medical Products, sostenitrice di una nuova normativa sulla materia, che segua le linee guida dell’Oms. Le conseguenze di un uso non controllato, si parla di quantità e qualità dei prodotti impiegati, può infatti essere fonte di gravi problemi. I circa 700 allergologi del congresso di Ancona sono poi convinti che a peggiorare la situazione ci siano anche altri fattori. Dietro alla mancanza di controlli si nascondono infatti i pericoli rappresentati da vere e proprie truffe, come la presenza nei prodotti, dichiarati naturali, di componenti cortisonici e metalli pesanti. La stessa camomilla, o il ginseng, sono prodotti assai diffusi, ma possono nascondere insidie derivanti dal loro processo di sintetizzazione dei metabolici secondari, da cui potrebbero derivare azioni tossiche o mutagene. Anche per gli integratori dietetici, di cui fanno parte la pappa reale e l’aspartame, si segnalano casi di allergie. Ciò che occorre è quindi una nuova normativa sulla materia, che regoli e vigili sulla somministrazione e l’uso delle medicine naturali, così come sui prodotti interessati.

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