Telefono Smarrito? In futuro ci penserà l’eco!

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Pipistrelli e delfini comunicano attraverso l’utilizzo dell’eco, tramite la quale possono mappare i luoghi che percorrono e localizzare sia gli animali della loro specie che altri animali, oltre alla conformazione del paesaggio e dei fondali marini. Anche gli esseri umani, soprattutto i non vedenti sin dalla nascita, sono dotati in modo naturale di questa capacità che gli permette di muoversi agilmente all’interno dei luoghi chiusi.

Immaginate di ritrovarvi all’interno di una stanza con gli occhi bendati. Emettete un rumore e cercate, tramite l’ascolto di questo, di capire com’è fatto l’ambiente. Non sarà così difficile comprenderne la grandezza e la forma proprio grazie a ciò che l’eco ci permette di udire, anche se richiede un po’ di tempo.

Sfruttando, quindi, la possibilità di ricevere dati fondamentali di un luogo chiuso grazie al semplice ascolto dell’eco, il professore Martin Vetterli del Politecnico di Losanna, specializzato in studi sulla comunicazione, e lo studioso Dokmanic, hanno stimato di poter localizzare la posizione precisa di un telefono in ambienti chiusi, grazie a un algoritmo che permetterebbe di ricostruire una stanza in forma 3D attraverso l’ascolto dei suoni che vengono prodotti al suo interno, compreso un semplice schioccare delle dita.

Grazie all’utilizzo dell’eco, il suo riscontro potrebbe fornire i dati necessari per localizzare anche altri oggetti che si trovano all’interno di ambienti chiusi, mostrandoci precisamente la loro posizione.

Questa scoperta, oltre che rispondere a diversi problemi che riguardano l’acustica delle stanze, potrà essere impiegata nel settore dell’acustica architettonica per costruire sale da concerto in modo tale da avere un riscontro acustico praticamente perfetto. Inoltre, il responsabile del progetto Dokmanic, introduce la possibilità di utilizzare la novità nel campo della medicina legale, in quanto potrebbe fornire informazioni sullo spazio e sulla disposizione degli oggetti in modo più veloce e dettagliato. Per la vita di tutti i giorni, invece, basterà avere un pc e l’apposito programma che verrà sviluppato in futuro, per poter localizzare immediatamente all’interno nella stanza un telefonino che emette suoni o vibrazioni ma che non riusciamo ad individuare.

Per saperne di più sugli studi di Martin Vetterli: Scuola Politecnica Federale di Losanna

 

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