Terza prova: in cerca di risposte per il quiz

Non c’è infatti tempo da perdere: messa da parte la seconda prova, affrontata oggi, gli studenti dovranno cimentarsi già domani con il temuto "quizzone", l’esame scritto interdisciplinare a risposte singole e multiple. Ma come funziona questo test? E’ presto detto. La terza prova degli esami di stato verte su non più di cinque discipline ed è analoga alle simulazioni ed esercitazioni già effettuate dagli studenti durante l’anno scolastico. Le tipologie e il numero di quesiti sono i seguenti: trattazione sintetica non più di 5 argomenti; quesiti a risposta singola da 10 a 15; quesiti a risposta multipla da 30 a 40; problemi scientifici a soluzione rapida non più di 2; casi pratici e professionali non più di 2; progetto 1. Se vengono utilizzati cumulativamente sia i quesiti singoli che quelli multipli, i primi dovranno essere minimo 8, i secondi minimo 16. Ricordiamo, a questo punto, che il voto finale è ora espresso in centesimi ed è determinato dalla somma di varie componenti. Vengono infatti considerati i crediti formativi degli studenti, i risultati delle prove scritte e del colloquio, nonché eventuali punti di bonus per gli studenti particolarmente meritevoli. Nel dettaglio, ogni candidato può arrivare all’esame con un massimo di 20 punti di credito, ottenuti per l’andamento degli studi e per le esperienze formative e culturali maturate fuori della scuola. Sono invece 45 i punti totali a disposizione, ripartiti in ugual misura per le tre prove (da 0 a 15 punti ciascuna), con ognuna delle prove che è giudicata sufficiente se consegue almeno 10 punti. Il colloquio mette a disposizione 35 punti ed è sufficiente solo nel caso se ne conseguano almeno 22, mentre il bonus può arrivare ad un massimo di 5, a condizione che si abbia un credito scolastico di almeno 15 punti e un risultato complessivo nelle prove d’esame di almeno 70 punti. Per la terza prova, l’obiettivo degli studenti è quindi quello di totalizzare un punteggio il più vicino possibile al massimo, ovvero 15 punti. Ecco perché ogni momento per il ripasso è buono, anche mentre sul campo gli azzurri si stanno giocando la partita decisiva per il passaggio del primo turno di Germania 2006.

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