Test d’ingresso: universitari Vs Ministero

Anche a L’Aquila e Bari gli studenti hanno infatti chiesto l’annullamento dei test d’ingresso a Medicina del 4 settembre scorso, a loro dire inficiato da troppe anomalie ed irregolarità su tutto il territorio nazionale, e la stipula di un "patto per la legalità e l’accesso all’Università" che prevedesse il superamento della legge 264/99 che istituisce il numero programmato. L’Unione degli Universitari si è infatti detta insoddisfatta per la risposta avuta dal ministro in occasione della manifestazione tenutasi a Roma, in cui Mussi ha ribadito i test sono da ritenere validi e corretti."Due domande formalmente annullate dal MIUR, migliaia di segnalazioni su otto altri quesiti che potrebbero risultare inesatti, segnalazioni ai giornali di brogli ed anomalie, indagini della magistratura su una vera e propria associazione a delinquere ai danni degli studenti e delle loro aspirazioni – rilanciano gli studenti -. A noi tutto questo sembra inaccettabile quindi continueremo a promuovere un ricorso collettivo nazionale, rivolto a tutti i ragazzi che hanno partecipato al test di ammissione nelle varie facoltà di medicina e chirurgia, avente lo scopo di far dichiarare l’annullamento della prova svoltasi il 4 settembre scorso". L’obiettivo dichiarato degli studenti è quindi quello di fare luce sui fatti dello scorso 4 settembre, ma anche di rivedere l’attuale meccanismo dei test d’ingresso. "Per questo – sostengono gli studenti – la legge và cambiata uniformandola a quelle degli altri paesi europei". Un punto sul quale gli studenti universitari non sembrano proprio disposti a transigere.

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