The Terminal, torna Tom Hanks

In The Terminal, lo splendido Tom Hanks, abile come pochi altri ad esprimere quella condizione di solitudine già perfettamente interpretata in Cast away (Chuck Nolan, 2000), si mostra sin da subito a proprio agio nella parte dell’emarginato da tutto e da tutti. Nel richiamo a Tatì, scena girata attraverso una telecamera a circuito chiuso, Hanks riesce a regalare allo spettatore tutte le sensazioni del momento, rendendolo completamente partecipe della sua condizione e delle sue frustrazioni. Girato in tre mesi e distribuito dalla UIP, il film vede tra i produttori lo stesso Spielberg e si avvale di attori come il premio Oscar Tom Hanks, Catherine Zeta-Jones e Stanley Tucci. Tornando nel dettaglio, il film narra la storia di Viktor Navorsky (Tom Hanks) che, partito dalla Krakhosia alla ricerca del sogno americano, viene fermato e costretto a rimanere all’aeroporto di New York a causa di un colpo di stato nella sua nazione. La posizione di Viktor è sospesa tra il divieto di sbarcare sul suolo americano e l’impossibilità di fare ritorno casa per la situazione politica del suo paese. Un funzionario, Frank Dixon (Stanley Tucci), decide allora di trattenerlo nella zona franca dell’areoporto dando inizio alla storia di un uomo che si adatterà a vivere in un mondo circoscritto e sotto gli occhi di tutti. Proprio nella falla del sistema, Viktor riesce ad innamorarsi e a mostrare tutti i difetti di una società come quella esterna, che tende a conformare gli uomini ancor più di quanto non si venga a creare nella sua situazione. Il film è nel complesso piacevole e gestito magistralmente da due “mostri sacri” come Steven Spielberg e Tom Hanks, che rendono la pellicola di grande effetto e molto coinvolgente. L’idea di base non è del tutto originale in quanto, nel 1993 con Tombes du ciel, Jean Rochefort sfruttò per primo la storia di Nasseri, ma l’idea del paese est-europeo del tutto immaginario ed altri piccoli accorgimenti fanno del film un’opera molto particolare. The Terminal, presentato a Venezia il 3 settembre in occasione della Mostra del Cinema, è un film da non perdere poichè perfettamente inserito nel contesto della nostra società e, cosa da non sottovalutare, diretto ed interpretato con grande maestria da due geni dell’arte cinematografica.

di Flavio S.

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