Thomas Struth al Museo Madre di Napoli

Opere che, sobrie e meticolose, raccontano la storia delle città ed i valori degli abitanti rintracciabili all’interno delle diverse forme architettoniche. Negli anni Novanta estende la sua indagine ad altre tematiche, aggiungendo alla produzione dei paesaggi urbani quella dei paesaggi naturali, degli interni di musei, dei luoghi di culto e dei ritratti, lavorando per serie o per singoli soggetti. Ogni tematica viene accuratamente circoscritta, analizzata e caratterizzata. La serie più celebre é quella delle Museum Photographs, iniziata a partire dal 1989, nella quale Struth ritrae i visitatori intenti a contemplare le opere all’interno dei musei. Nelle fotografie, tutte di grande formato e a colori, l’artista ritrae la gente che guarda, ponendosi sia dal punto di vista dell’opera o come semplice osservatore esterno dell’atto. In entrambe le prospettive, avvicinando le persone ai dipinti, Struth mette in atto un dialogo intenso tra i due mezzi di rappresentazione, fotografia e pittura, dando vita anche ad uno studio psicologico sui modi di recepire l’arte da parte di persone di diverse età, sesso e provenienza sociale.Di particolare rilievo è l’utilizzo di autentiche comparse, disposte e curate da Struth stesso, che si integrano con l’ambiente camuffandosi tra i visitatori. In occasione della mostra al Museo Madre di Napoli, verranno infine presentati "I Paradisi" e 50 lavori tra fotografie di piccole, medie e grandi dimensioni, alcune appartenenti alla serie Museum Photografs, altri che ritraggono gruppi familiari e paesaggi urbani.

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