Tiramisù: origini, tra curiosità e golosità

Per chi, invece, non è ancora riuscito a saziare la propria curiosità, ecco un breve testo su uno dei dolci della tradizione italiana più golosi , semplici da realizzare e forse meno dietetici. Intanto, va detto che la paternità del tiramisù è tutt’altro che chiara: come riportato da Wikipedia, sono addirittura quattro le regioni che se la contendono: Piemonte, Lombardia, Veneto e Toscana. Quest’ultima afferma di poter datare la creazione di questo dolce nel lontano 1600, in occasione di una visita a Siena di Cosimo III de’ Medici, il granduca di Toscana. Stando a quanto si narra, il successo del tiramisù fu così evidente ed immediato che si diffuse rapidamente anche a Firenze, per arrivare a Treviso e poi a Venezia. Ai tempi, il nome del dolce era ancora "zuppa del duca", ma poi, una volta arricchito del mascarpone, si trasformò in "tiramisù", sposando un’allusione nemmeno tanto velata sui suoi effetti "rinvigorenti". Se alcuni affermano invece che la sua nascita sia molto più recente, ovvero intorno al 1600, a Treviso, meno dibattuta è naturalmente la tesi che riconduce il nome "tiramisù" al suo potere ricostituente. Uova, mascarpone, caffè e cacao sono infatti una vera e propria scossa per la mente e per il fisico. Ora, però, ricordando che ogni regione italiana offre le sue varianti sul tema, cerchiamo di saziare anche la golosità con la tanto apprezzata ricetta. Per sei persone, occorro 4 uova, 500 gr di mascarpone, 150 gr di savoiardi, 4 cucchiai di zucchero, caffè e cacao in polvere. Per prima cosa è necessario sbattere i tuorli d’uovo con lo zucchero, poi va aggiunto il mascarpone, da mescolare finché non si ottiene un preparato cremoso. Gli albumi delle uova vanno invece montati a neve ed aggiunti al composto. I savoiardi – alcuni preferiscono biscotti tipo Pavesini – vanno invece bagnati con abbondante caffè e poi adagiati a strati, intervallandoli con la crema precedentemente preparata, su un’ampia zuppiera. Non rimane che spolverare il tutto con un po’ di cacao e il gioco è fatto. La nota dolente è però nell’apporto calorico, superiore a 400 kcal ogni 100 grammi di prodotto. Ma in fondo, il tiramisù non val bene una dieta?

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