Tra i profili Facebook anche un soldato francese che ha combattuto durante la Prima guerra mondiale

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La Prima guerra mondiale (1914-1918) è denominata  “Grande guerra” perché costituisce il più grande conflitto armato della storia fino a quel periodo, con il coinvolgimento di ben ventotto nazioni e la caduta sul campo di 8.400.000 morti, di cui 654.000 italiani.

Per utilizzare un mezzo di comunicazione in grado di raccontare la portata di questa guerra che fosse più vicino alle abitudini dei giovani, il museo francese Musée de la Grande guerre du Pays de Meaux in collaborazione con l’agenzia DDB di Parigi ha avuto la geniale idea di creare sul social network Facebook il profilo di un soldato francese che vi avesse preso parte.  Costui, di nome fittizio Léon Vivien, è un giovane insegnante parigino, colto e raffinato, costretto a combattere al fronte per difendere il  proprio Paese.

Léon Vivien inizia a pubblicare sul suo profilo nel 1914 raccontando la Prima guerra mondiale a partire dall’assassinio a Sarajevo dell’Arciduca Francesco Ferdinando, che ne fu la causa scatenante. Sulla sua pagina personale si possono anche leggere i commenti e i post dei suoi amici e della moglie Madeleine, incinta al momento della partenza del marito per il fronte.

Il ventinovenne Léon Vivien rappresenta i milioni di soldati per lo più giovani, anche minorenni, che parteciparono alla guerra di trincea sul fronte occidentale che vide schierati gli esercitifrancese e tedesco in posizione quasi immobile per più di tre anni. I soldati nelle trincee erano molto vulnerabili al fuoco delle mitragliatrici e morivano facilmente anche a causa di ferite banali perché l’assistenza medica era ancora rudimentale e non esistevano gli antibiotici. In generale le condizioni sanitarie dei combattenti si presentavano catastrofiche e si moriva anche di dissenteria, tifo e colera.

Le fotografie pubblicate sul profilo di Léon Vivien raccontano con immagini che immortalano cadaveri  straziati la crudezza della guerra, ma anche la noia della vita di trincea ingannata fumando una sigaretta, giocando a carte o costruendo aeroplanini con le granate inesplose.

Questo progetto culturale che sta avendo grande successo con ben 58.000 “mi piace” sul social network, può stimolare anche chi non ama leggere i libri di storia ad accostarsi alla comprensione del conflitto di portata mondiale che portò alla nascita di diversi Stati  ridisegnando completamente la geografia dell’Europa.

 

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