Tra sessualità e contraccezione

Ed è proprio questo uno degli aspetti su cui più si è concentrato il convegno S.I.C., che, non a caso, si intitola “Benessere della donna e contraccezione”. Come spiega Annibale Volpe, Presidente della Società Italiana della Contraccezione e ginecologo dell’università di Modena, uno degli obiettivi dell’evento, così come della stessa S.I.C., è proprio quello di “soddisfare una richiesta crescente d’informazione, di educazione e cultura in questo settore”. Alessandra Graziottin, del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica San Raffaele di Milano, si è poi soffermata sull’analisi della moderna contraccezione, nata proprio con lo scopo di scindere la procreazione dalla sessualità. Questo ha permesso di “restituire ai genitori la dimensione della scelta, soprattutto alla donna, ed alla sessualità in generale l’insieme degli affetti, del piacere e della soddisfazione fisica e psichica”. La Graziottin ha inoltre sottolineato l’evoluzione del ruolo del ginecologo, che non deve più concentrarsi solo sulla prevenzione delle gravidanze indesiderate. “Occorre – continua la sessuologa – parlare con la donna degli altri non meno importanti vantaggi della contraccezione sicura: dal miglioramento estetico in caso di acne e irsutismo, alla riduzione del rischio di cisti ovariche o delle irregolarità mestruali, alla riduzione della dismenorrea o della sindrome premestruale. Ma bisogna anche commentare con la donna e la coppia le implicazioni sessuali della contraccezione”. Un aspetto, quest’ultimo, reso piuttosto complesso dalle radicate resistenze culturali. Va dunque migliorato il livello di comunicazione tre medico e donna, superando le difficoltà del tema del rapporto tra contraccezione e sessualità.

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