Tre maestri del cinema per ‘Eros’

Come è facile intuire dal titolo, l’argomento centrale del film è l’erotismo. Su questo tema nasce il primo episodio, dal titolo “La mano” e diretto da Wong Kar-Way. “La mano” tratta di un apprendista sarto, Xiao Zhang (Chang Chen), che diviene il preferito di una prostituta di alto bordo, interpretata da Gong Li. Quando la bellezza della donna comicia ad appassire, il solo Xiao Zhang le rimarrà accanto, sino al giorno in cui una sorte tragica verrà a farle visita. Il secondo capitolo porta invece la firma di Steven Soderbergh e si intitola “Equilibrium”. Qui il protagonista è un pubblicitario, interpretato da Robert Downey Junior, alle prese con un sogno ricorrente. Ogni notte una donna viene a fargli visita nel sonno, lui sa di conoscerla, ma ad ogni risveglio l’identità della sua apparizione viene rimossa. Curiosità ed angoscia si mischiano sino a portare il protagonista in analisi, ma proprio durante la prima seduta anche lo psicoanalista (Alan Arkin) viene sconvolto dalla fugace apparizione di una donna alla finestra. “Il filo pericoloso delle cose” è l’ultimo episodio del film ed è diretto dal maestro Michelangelo Antonioni, il vero ideatore del progetto “Eros”. Protagonista è una coppia in crisi (Christopher Bucholz e Regina Nemni). Mentre sono in vacanza, lui incontra una ragazza (Luisa Ranieri) e tra i due nasce una breve ed intensa passione. L’incontro misterioso tra le due donne, su una spiaggia, sarà l’atto finale della vicenda. I tre episodi, su tutti quello di Kar Wai, esaltano le diverse qualità dei tre registi, dall’eleganza stilistica del regista di “Happy Together”, all’umorismo visionario di Soderbergh, sino alla maestria tecnica e al tema onnipresente dell’incomunicabilità di Antonioni. A fare da “collante” ai tre capitoli di “Eros” ci sono poi i magnifici disegni di Lorenzo Mattotti e la canzone di Caetano Veloso dedicata a “Michelangelo Antonioni”, due perle di rara bellezza. Per l’uscita nelle sale cinematografiche, il film distribuito da Fandango ha subito una serie di ritocchi rispetto alla versione presentata all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Oltre ai tagli imposti dal produttore francese, e sgraditi Michelangelo Antonioni, anche l’ordine degli episodi è stato cambiato. Il “Il filo pericoloso delle cose” è stato infatti accorciato di circa tre minuti, un ritocco richiesto dal produttore per non incappare nei divieti ai quali il film sarebbe stato sottoposto per le scene forti presenti nel capitolo di Antonioni. Oltre al “taglio”, anche l’ordine è stato rivisitato, ad aprire “Eros” sarà lo stesso Antonioni con “Il filo pericoloso delle cose”, seguito da Soderbergh con “Equilibrium” e da Wong Kar-Way con “La mano”.

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