Trento: Wilhelm Sasnal. Anni di lotta

In mostra dipinti e filmati, con i primi che spiccano con le serie legate alle tematiche dell’ebraismo (Maus, Shoah), al paese natale (Mościce), ai fiumi che attraversano la Polonia, agli edifici religiosi (Chiese) alle fiabe (Andersen), alla sua passione per i gruppi musicali (Musica), accompagnate da una larga serie di ritratti. Merito di Sasnal è quello di partire da spunti legati alla quotidianità ed ai mass media per dare della realtà un’interpretazione personale e spesso privata, realizzando immagini espressive che rimangono impresse nella nostra memoria. L’arte dell’artista polacco diventa così un libero e vario gioco di stili, modi di rappresentazione, tecniche e mezzi, sempre però fedeli alla base tradizionale, come l’olio su tela per la pittura e la cinepresa per i filmati.Il titolo della mostra, curata da Maria Brewinska e Fabio Cavallucci, è ispirato ad un film di propaganda realizzato nel dopoguerra, avente come argomento le lotte partigiane. All’interno dell’esposizione la serie "Maus" affronta il tema dei campi di concentramento, mediati attraverso la fumettistica di Art Spiegelman, i cui personaggi vengono eliminati per dare rilievo ad uno sfondo di cancelli e reticolati. In "Shoah", invece, ad essere rimossi sono i volti delle persone ritratte, che appaiono privati dei tratti somatici caratterizzanti. La vittima, o il carnefice, sono quindi spersonalizzati. I quadri della serie "Mościce" sono invece dipinti sulla base di alcune fotografie che ritraggono gli stabilimenti di azoto del quartiere omonimo della città polacca di Tarnów, svelando particolari sconosciuti della storia e dell’ambiente locale, della cittadina di provincia in cui l’artista tuttora vive ed opera e da cui trae continua ispirazione. Il riferimento al paesaggio polacco si trova anche in "Bug"," Oder", "Vistola", una sequenza di dipinti sul tema della memoria, tanto personale quanto dell’intera società, il cui titolo riprende il nome dei tre principali fiumi della nazione, oppure in "Chiese", in cui edifici religiosi rivoltati o ritratti in dettagli di primissimo piano accennano ad esperienze dell’ infanzia legate ai luoghi di culto.Una serie di incidenti, i cui protagonisti sono persone in carne ed ossa suicidi o vittime di disgrazie, sono invece i soggetti di "Metinides", pitture che traggono spunto da una sequenza di scatti realizzati dall’omonimo fotografo messicano, mentre "Andersen" riprende le fiabe dell’infanzia, paurose ed inquietanti. Alcuni dipinti sono dedicati alla "Musica", fondamentale fonte di ispirazione per le opere dell’artista, da sempre appassionato di dischi e gruppi musicali, e numerosissimi sono infine i "Ritratti", con la raffigurazione di personaggi, dai tratti sfumati, cancellati o spesso inesistenti, testimoni muti della storia.

Appassionato di Attualità?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it
JUGO > Attualità > Trento: Wilhelm Sasnal. Anni di lotta