Tv e famiglie, la lite è contagiosa

Eta Meta Research, società che si occupa di ricerche di mercato, sulle tendenze, quantitative e qualitative, ha infatti rilevato come, sul piccolo schermo italiano, si assista a scene di famiglie in crisi o distrutte in media ogni 23 minuti, a litigi figli-genitori ogni 26 e ad una rissa tra partner ogni 34. Secondo gli intervistati (7 su 10), si tratterebbe di una vera minaccia per la famiglia, un modello negativo troppo facile da imitare. I format più avvezzi allo screzio sarebbero poi i talk show (37%), i reality show (26%) ed i programmi di costume (22%), che propongono sempre più spesso litigi (54%), tradimenti (47%), urla e insulti (44%) e quella che può essere definita come "isteria familiare" (39%). Se solo il 5% della pubblicità propone un modello negativo di famiglia, ben il 43% degli esperti sostiene che i programmi elencati in precedenza possa addirittura favorire un sentimento di sfiducia all’interno delle famiglie-pubblico, in modo particolare ciò si verificherebbe tra i componenti più giovani. Anche la pubblicità, però, non si salva dalle critiche, specie nell’interpretazione dei ruoli familiari, dove l’uomo viene rappresentato come assente (secondo il 42% degli intervistati), goffo ed impacciato nell’accudire i figli (27%) o pasticcione (19%). Per chi si sta già chiedendo perchè non appaiano i Tg in questa ricerca, da Eta Meta Research informano che in quel caso si tratta di vicende familiari per forza legate ad eventi negativi.

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