Un enzima può aumentare il rischio infarto

Pubblicato sulla rivista "Arteriosclerosis, Thrombosis and Vascular Biology" dell’American Hearth Association, lo studio, affermano gli studiosi, apre nuove frontiere sia per innovativi sistemi di diagnosi che per i protocolli terapeutici (già in corso). Per la prima volta al mondo, gli scienziati hanno dunque dimostrato il legame tra l’enzima NADPH ossidasi e l’attività dell’ossido nitrico NO, capace di provocare la chiusura delle arterie fino ad aumentare il rischio di infarto nell’individuo.Il Prof Violi ha affermato: "Per dimostrare ciò, abbiamo effettuato una ricerca su pazienti affetti dalla Granulomatosi (malattia rara e cronica, 1:250.000) ed abbiamo visto che in questi soggetti, in quanto congenitamente carenti dell’enzima NADPH ossidasi, le arterie erano più pronte a dilatarsi e ciò dipendeva dal fatto che l’ossido nitrico non veniva distrutto precocemente dai radicali di ossigeno prodotti dall’enzima".

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