Un Google a metà per lo sbarco in Cina

Per evitare possibili polemiche, infatti, Google avrebbe deciso di eliminare dal proprio carnet di funzionalità, alcuni dati e servizi ritenuti "sensibili" dall’attuale posizione della Cina. Agli occhi degli osservatori, quella di Google potrebbe rappresentare un "compromesso" tra business e libertà. Per entrare nell’immenso mercato cinese, infatti, la strategia di Google non poteva non prevedere alcune limitazioni da adottare per non inimicarsi il governo di Pechino. La decisione del motore di ricerca non è però piaciuta agli addetti ai lavori, su tutti Julian Pain, portavoce in Internet di "Reporter senza frontiere". Secondo Pain, la decisione di Google sarebbe infatti "una vera vergogna", una sorta di "collaborazione" col governo cinese. Ciò che sembra certo è che le critiche piovute sugli uomini di Mountain View non basteranno a distoglierli dalla "missione cinese": catturare i click di 100 milioni di utenti. Senza dimenticare che, data la forte espansione del Web, gli stessi utenti cinesi potrebbero presto salire a 187 milioni. Bastano questi numeri a rendere più comprensibile la scelta di Google?

Appassionato di Attualità?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it

    E se vuoi scopri e condividi anche tu le ultime notizie di Attualità:

    Ancora nessun commento

JUGO > Attualità > Un Google a metà per lo sbarco in Cina