Un musicista alla World Bank

Da sempre impegnato, oltre che per la musica, anche in campo sociale, Bono potrebbe ora ricoprire uno degli incarichi più importanti e prestigiosi a livello mondiale. A candidare il nome di Bono Vox al ruolo di futuro presidente della World Bank è niente di meno che l’illustre quotidiano americano “Los Angeles Times”. Semplice interpretare la presa di posizione del prestigioso giornale come una bufala o un’astuta provocazione, ma sembra proprio che le cose non stiano esattamente così. E’ stato infatti Andres Martinez, direttore editoriale della pagina finanziaria del “Los Angeles Times”, a respingere ogni accusa mossa dagli esperti del settore sulla “stravagante” presa di posizione del giornale, queste le sue parole: “Non lasciatevi ingannare dai suoi occhiali da sole o dalla sua immagine. Bono è una persona molto preparata sui problemi economici in cui il mondo versa e la sua campagna per l’abbattimento del debito verso i paesi del terzo mondo ne è una conferma”. Sorpreso e lusingato dalla fiducia in lui riposta, Bono non ha però voluto commentare la notizia. Si potrebbe trattare di un forte attestato di stima da parte di alcuni esponenti del prestigioso quotidiano, magari c’è anche lo zampino di qualche fan-giornalista, ma sembra assai improbabile vedere Bono presentarsi come candidato alla presidenza della World Bank, alle prossime elezioni di maggio. Sarebbe però simpatico vedere Bono sostenere la propria candidatura durante il tour mondiale di “How to dimantle an atomic bomb”, molte infatti le date previste a maggio durante la “fase elettorale”. Inutile sottolineare lo straordinario potere mediatico che potrebbe assumere la cosa. Messa da parte “la strana storia” della World Bank, sempre in questi giorni ha fatto il giro del mondo un’altra notizia legata a Bono Vox. Stavolta è però il rocker irlandese il protagonista della storia, tratta dal suo nuovo ed attesissimo libro “Bono In Conversation”. Tra le pagine del libro, scritto a quattro mani dallo stesso Bono e Michka Assayas, si legge infatti che il cantante sogna un funerale con Bob Dylan e Luciano Pavarotti, queste le sue parole: “La musica dovrebbe esser bella. Bob Dylan canterebbe “Death Is Not The End”. Credo poi che Pavarotti canterebbe “La Traviata”.” Sempre in “Bono In Conversation”, la cui uscita è prevista per il mese prossimo, sono inoltre presenti alcuni passi delle conversazioni che il rocker irlandese ha avuto con il Primo Ministro Britannico Tony Blair ed i presidenti americani, Bill Clinton e George W. Bush. Una vera chicca per tutti i fans.

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