Un Natale di risparmi, regge il cibo

Per la serie "l’erba del vicino non è sempre più verde", basta l’esempio della Germania: in Italia, i consumi natalizi diminuiranno dell’1,5% rispetto al 2004, mentre nel paese della neo-cancelliere Angela Merkel è prevista una maggiore flessione. A parte questa "magra" consolazione, gli italiani mangeranno di più, mentre spenderanno di meno per vestirsi. A dividere il Nord ed il Sud, sottolinea Confcommercio, ci saranno due diverse strategie di acquisto: più alimentari al Sud, più beni durevoli nel Nord–Est. Dei 13,8 miliardi di euro destinati agli acquisti nel mese di dicembre, a reggere sono le spese alimentari (+0,1% rispetto al 2004), mentre cresce la domanda di prodotti tecnologici (+1%). Non va certo bene ai prodotti tessili e di abbigliamento (-2,7%) e ancor peggio va ai giocattoli, ai prodotti sportivi e da campeggio (-3,2%). Male anche i libri ed i prodotti di profumeria. Dai dati emerge inoltre un forte cambiamento nel modello di consumo: si mangia di più, anche grazie alla riscoperta dei prodotti tipici, e ci si veste di meno. Se per l’abbigliamento possono influire i saldi di gennaio, è comunque considerevole l’incremento del settore alimentare, salito del 3,4% rispetto al 2000. Per quel che riguarda gli acquisti di Natale, l’Italia si può comunque suddividere in zone. Le famiglie del Nord-Ovest, ad esempio, spendono di più per mangiare (260 euro in più rispetto agli altri mesi), mentre è al Nord-Est che si spende di meno (161 euro a famiglia) per il cibo e più per gli altri prodotti. Il primato di "spendaccioni" o, per meglio dire, di generosità, spetta invece al centro. Qui si spenderanno per i regali circa 400 euro, che porteranno la spesa per i prodotti non alimentari da 695 euro a 1.094 euro (al mese). Secondo la Confcommercio, i motivi della mancata ripresa dei consumi sono da ricercarsi in tre fattori: le persistenti incertezze del quadro economico che incidono visibilmente sul comportamento di famiglie ed imprese;la precarietà di molti posti di lavoro; le maggiori decurtazioni che la tredicesima subirà quest’anno a causa dell’aumento delle spese fisse di fine anno ed il rimbalzo negativo che su mutui, ratei, fidi e conti correnti bancari sta già avendo l’aumento del tasso di sconto deciso dalla Bce.

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