Una talpa al bioparco

Per il regista, già noto al grande pubblico per il film “Cresceranno i carciofi a Mimongo” (1996), si tratta di una storia d’amore tra un inserviente dello zoo e una giovane soldatessa. Una pellicola che vede la presenza di molti animali e che affronta diverse tematiche di tipo ambientalista. Il film, come spiega Ottaviano, vuole essere “una commedia solare, diretta e leggera, in un momento di particolare e diffusa incertezza sociale” e, aggiunge, “la talpa del titolo e’ un riferimento simbolico che si presta a molteplici letture: incarna i sentimenti repressi che premono per essere manifestati, ma anche il desiderio di alzare la testa e smettere di avere paura”. David (Adriano Giannini) vive con il fratello Libero (Luca Angeletti), una sorta di figlio a carico, tanto geniale quanto inconcludente, preda continua di dubbi e fobie di ogni tipo. Per sbarcare il lunario, David prende il primo lavoro che gli capita e si ritrova a inforcare fieno e a spalare escrementi allo zoo, come guardiano finché non gli capita tra i piedi un “animale” appartenente ad una specie sconosciuta. La tipa in questione si chiama Giorgia (Giorgia Surina), ma oltre al fatto che è bella da morire e che gira in Cherookee, che tira calci se la si stuzzica, che migra in continuazione, che cambia pelle con estrema facilità, David non riesce a scoprire altro. Chi è Giorgia? A dar retta a Libero è sicuramente una psicopatica, una pazza pericolosa, forse addirittura un’assassina e la cosa migliore sarebbe lasciarla perdere. Ma la curiosità non è solo donna e David decide di saperne di più. Tra scimmie, elefanti, colpi di scena e colpi di mitra, prende così il via una commedia nevrotica e stralunata, lirica ed infantile, dove i destini degli uomini e quelli degli animali s’incrociano alla ricerca di un nuovo, utopico, mondo impossibile. Ma in fondo, come dice David, “siamo tutti bestie”. Scritto e sceneggiato dal regista Ottaviano e da Stefano Soli, il film ha per protagonista Adriano Giannini, attore e aiuto regista in molti film di successo, che ritorna sulle scene dopo aver interpretato Valerio ne “Le conseguenze dell’amore”. Una nuova esperienza per l’artista nato nel 1971 a Roma: "Spaziare fra i generi e’ uno degli aspetti migliori del nostro lavoro. Gli autori sono tanti e le idee buone, quello che in Italia manca sono però i soldi per realizzarle. La ricchezza delle produzioni Usa offre invece una libertà creativa praticamente infinita" – aggiunge Giannini – "L’attenzione americana per il mercato europeo sta aprendo nuovi spazi agli attori stranieri". Per l’attore romano è infatti un periodo molto positivo, con il doppiaggio del cartoon “Sinbad” (Brad Pitt e Michell Pfeiffer) dello scorso anno ed il cammeo in “Ocean’s Twelve”, il secondo episodio del film di Steven Soderbergh con, tra gli altri, George Clooney. Tornando a “Una talpa al bioparco”, il film uscirà nelle sale il 12 novembre, distribuito da Mikado, e prevede una promozione incrociata con il Bioparco di Roma: biglietto al cinema ridotto per chi visita l’ex zoo e viceversa

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