Università: al via la temuta razionalizzazione

Il piano del Ministero prevede infatti la disattivazione dei percorsi formativi giudicati non essenziali, con l’obiettivo di ottimizzare le attività didattiche nell’ottica di un’offerta di qualità per gli studenti. Il ministro Mariastella Gelmini ha pertantoannunciato una nota di indirizzo vincolante con la finalità di fornire nuovi parametri che le Università dovranno tenere in considerazione per l’attivazione dei corsi di studio. Di seguito le misure del pacchetto:1) La disattivazione di corsi di studio con un numero basso di iscritti, qualora nella stessa Regione risultino già attivi corsi con analoghi obiettivi formativi;2) L’aumento del numero di docenti necessario per attivare un singolo corso di laurea;3) la riduzione della frammentazione degli insegnamenti presenti in ciascun corso di studio, attraverso:o l’indicazione di un numero minimo di 6 crediti formativi per ciascun insegnamento;o l’individuazione del numero di insegnamenti che ciascun ateneo è in grado di sostenere effettivamente, in base alle strutture e ai docenti di ruolo disponibili.Per quanto riguarda le scuole di specializzazione mediche, le misure prevedono l’accorpamento delle scuole con un basso numero di specializzandi.

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