Uova e colombe: come scegliere

Per questo occorre leggere l’etichetta che accompagna il prodotto, sottolinea Primo Mastrantoni, perché la qualità e il costo dipendono dalla composizione e dalla quantità di ciascun elemento. Una colomba, ad esempio, dovrebbe avere la seguente composizione in ordine decrescente: farina, uova, burro, zucchero, oltre ad altri componenti quali i canditi, mandorle, ecc. L’elemento che costa di meno è lo zucchero, per cui alcuni produttori ne aumentano la quantità, facendolo salire al secondo posto, altri aggiungono addirittura margarina od olio di semi. I produttori inoltre non sono obbligati a scrivere se il burro è fresco di panna o proveniente da siero di latte congelato, così come le uova possono essere fresche (meglio il tuorlo), in polvere o congelate. E’ evidente che è preferibile il burro fresco e il tuorlo di uova fresche, che spesso troviamo nei prodotti artigianali. Per quanto riguarda l’uovo di Pasqua è sempre la quantità di zucchero uno dei fattori che determinano la qualità. Secondo l’Aduc: “Il consumatore pensa di comprare cioccolata, invece compra primariamente.. zucchero! E a che prezzo!”. A tal proposito, l’Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori ha fatto una indagine sui costi dell’uovo di Pasqua e “le sorprese” non mancano. La composizione media, per un uovo di cioccolato al latte che è quello più diffuso, è scritta sull’etichetta in ordine decrescente per peso o percentuale, e inizia con zucchero, burro di cacao, latte in polvere, cacao (30% circa), ecc. Quindi il primo componente dell’uovo pasquale è lo zucchero, che costa un decimo del cacao e che rappresenta mediamente il 50% del cioccolato al latte. Il prezzo medio di un uovo di Pasqua è di 40 euro al kg. L’anomalia dell’uovo di Pasqua è che la materia prima, cioè i componenti mangiabili, rappresenta solo il 10% del prezzo finale, nel nostro caso l’uovo in sé costerebbe 4 euro, mentre il 90% del costo è dato dalla confezione, dalla sorpresa, dal trasporto, dai guadagni e dalle tasse. Al consumatore l’Aduc suggerisce, come per le colombe, di leggere l’etichetta e guardare l’ordine della composizione: “se al primo posto c’è il cacao, il prodotto è consigliabile, se invece trovano lo zucchero è bene lasciar perdere”.

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