Utile guida per studiare meglio

STUDIO DELL’INDICE: durante la lettura ci permette un’esatta collocazione di ogni argomento che viene studiato, con ordine e consapevolezza della sua importanza, all’interno del libro. Tutto il metodo proposto si basa su questa parte del libro che spesso viene tralasciata e che invece dovrebbe essere letta e studiata per prima. E’ necessario imparare bene l’ordine di questo indice e i risultati saranno incomparabilmente migliori di quelli ottenuti senza alcun metodo.
PROGRAMMAZIONE DEL LAVORO: impostato il lavoro sull’indice, non resta che
distribuirlo nel tempo a disposizione per preparare l’esame, oppure coordinarlo con le lezioni che si stanno seguendo. Per preparare un esame sarà necessario un ragionevole periodo di tempo, tenendo conto del fatto che questo tipo di lavoro
permetterà di ottenere una conoscenza ben radicata già volta per volta, senza lunghi ripassi. La quantità di tempo utile a realizzare uno studio proficuo è subordinata ad una serie di elementi:
• la motivazione, che ci spinge a studiare la materia in questione
• la concentrazione, di cui ciascuno sa disporre
• il possesso di conoscenze di base, necessarie per acquisire abilità superiori
• la complessità, di volta in volta, maggiore o minore, del lavoro da svolgere
• il possesso e, conseguentemente, l’uso, di strategie e metodologie di studio
già collaudate.
La gestione del tempo, anziché occasionale, dovrà essere puntualmente programmata e non in funzione del giorno, ma almeno dell’intera settimana. Bisognerà stabilire un orario di studio e in tale ambito distribuire il lavoro settimanale da svolgere.
QUANDO STUDIARE: Affinché lo studio risulti efficace è opportuno dedicare a questo la parte migliore del tempo, cioè quella in cui il cervello funziona al meglio delle sue possibilità. Dare ordine e ritmi regolari alla propria vita è
uno dei primi obiettivi da porsi se si vuole operare con profitto. Se è dannoso incollarsi alla sedia per interi pomeriggi, è invece consigliabile suddividere
le ore di studio in unità di quaranta, cinquanta minuti, quindi concedersi una pausa di dieci. Dopo due, tre unità ci si potrà permettere una pausa più lunga. Saranno questi i momenti in cui si potrà spizzicare qualcosa o ascoltare una canzone! Da evitare assolutamente la sera, dopo cena, quando la stanchezza certamente rallenterebbe i ritmi di lavoro, rendendo inoltre improduttivi gli innumerevoli sforzi.
Subordinare i propri ritmi di vita allo studio non significa rinunciare ad avere un’attività sportiva, o sociale, o semplicemente il tempo per stare con gli
amici; la vita funzionerà al meglio quanto più ci si saprà organizzare, realizzando un giusto equilibrio nell’ambito delle proprie attività.
LETTURA CRITICA E PROBLEMATICA/USO DELLA SOTTOLINEATURA: è la parte in cui si
applicherà maggiormente l’intelligenza critica. Sarà necessario leggere attivamente il testo, ponendosi domande e cercando risposte. Grande importanza
alla sottolineatura, non bisogna, infatti, tralasciare alcun punto e proseguire fino a quando non saranno completamente chiari tutti i concetti. Andare avanti senza capire è inutile e dannoso.
RIPASSO PARZIALE E MEMORIA DELLA PARTE: Studiare significa assimilare, ma
assimilare significa fare tuo e possedere per sempre, o quanto meno in una prospettiva a lungo termine, un concetto, un argomento. In tal senso il ripasso diviene un’arma privilegiata, perché l’assimilazione autentica passa anche attraverso la tecnica del ripasso, che deve divenire una prassi, una consuetudine, un costume. La vera conoscenza si sviluppa come un muro, vale a dire mattone dopo mattone. Finita la lettura critica della parte che scegliamo per un dato giorno (un capitolo, una sezione, solo un paragrafo, l’importante è non lasciare le cose a metà e non caricarsi oltre la propria soglia di fatica) e la sottolineatura razionale, si passa alla ripetizione seguendo l’indice imparato. Su questa ossatura si avrà modo di radicare nella memoria ogni
nozione. Non ci si può illudere di studiare un argomento una volta e poi di abbandonarlo, trascurarlo; sarebbe come non averlo mai conosciuto ed equivale a dimenticarlo per sempre. Non ci si può sbagliare: ogni paragrafo è un mattoncino, lo possiamo vedere di fronte a noi. Sappiamo quel che c’è prima e quello che c’è dopo. Ripeteremo ordinatamente, dandoci ragione di ogni affermazione e collegandola con ciò che
abbiamo già studiato. Una volta acquisita questa abitudine i nostri discorsi diventeranno logici e completi. Ogni giorno ed ogni volta che lo riterremo necessario torneremo indietro (mentalmente) al nostro indice mentale per
rivedere esattamente dove siamo e quanto sappiamo.
RIPASSO GENERALE ED ESPOSIZIONE: tradurre in parole il proprio pensiero non è sempre facile. Bisognerà applicarsi, e molto, per acquisire un lessico adeguato, specifico e tecnico per ciascun ambito disciplinare, e sarà opportuno coltivare
questa arte del parlare, attraverso un costante esercizio. Alla fine del lavoro dovremo soltanto riprendere il filo di ciò che abbiamo già imparato e curarne l’esposizione nei modi che ci sono congeniali, ad esempio ripetendo da soli o davanti ad un amico, oppure rispondendo a domande precise, prendendo spunto dalle voci dell’indice analitico. Bisogna convincersi di dominare la materia, in virtù del lavoro quotidiano svolto in precedenza. Nell’esposizione orale lo studente deve essere in possesso delle seguenti abilità e competenze:
• individuare i punti facili della domanda
• organizzare rapidamente i contenuti da esporre
• sapere utilizzare esempi opportuni a sostegno dell’argomentazione che si sta
sviluppando
• cercare di rimanere vincolato all’argomento richiesto
• usare una forma espositiva chiara e semplice
AGGIORNAMENTO: il metodo di aggiornamento ci permetterà di inserire nel nostro
indice mentale di una specifica materia le nuove informazioni che verranno in nostro possesso con il passare del tempo. In questo modo sarà possibile
costruire un capitale di conoscenza che sarà il nostro bagaglio nella vita pratica, che ci farà trovare preparati già alla fine degli studi universitari alle diverse prove in cui non sarà più in gioco un voto, bensì altro.
COME SOTTOLINEARE: molti sottolineano tutto il libro per il semplice fatto di averlo letto tutto, altri sottolineano in forme policrome, rendendo i loro testi tanto confusi quanto sgargianti. Il sottolineare, in realtà, è un’arte che vive di moderazione e razionalità, non esistono regole assolute ed immutabili, se non una, la regola fondamentale di trovare un metodo che sia il più adatto. Bisogna prima di tutto leggere molto bene la frase o il periodo in questione, comprendere l’argomento, poi valutarne l’importanza, e solo dopo tutto ciò evidenziare con la sottolineatura ed eventuali chiose laterali, ciò che interessa; si possono utilizzare colori diversi per parti diverse:
• Matita per le spiegazioni riassuntive
• Blu per le definizioni
• Rosso per le parole chiave
Nel ripetere il contenuto del libro faremo sempre riferimento immediato a ciò che è stato sottolineato, da ricordare e farne base di ulteriori studi. Studenti esperti compiono tali operazioni contestualmente, ma tale facoltà gli deriva dalla consumata pratica. Chi comincia o è male abituato deve separare tali momenti ed essere istruttore di se stesso. Perché separare tali momenti ed
esserne consapevoli fa della sottolineatura un metodo di studio.

Di Cristina Sepe

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