Vaccino anti cocaina: l’Italia pronta ai test

Del progetto e delle possibilità di applicazione del nuovo vaccino se ne parlerà in questi giorni al "Cocaina Verona Congress", in programma il 5 e 6 giugno prossimi, mentre dal 7 giugno un gruppo di lavoro si metterà già all’opera per impostare uno studio di fattibilità dedicato all’Italia per indagare gli aspetti legali e bioetici del protocollo di sperimentazione Usa. A proposito del vaccino anti-cocaina, Giovanni Serpelloni, direttore dell’Osservatorio sulle dipendenze della Regione Veneto, ha dichiarato: "è costituito da parti di cocaina inerti sintetizzate in laboratorio, che si aggregano alle molecole della cocaina impedendo che questa arrivi all’area del cervello deputata alla gratificazione. Alla terapia farmacologica è comunque necessario affiancarne una di tipo psicologico". Se l’Italia si dimostrerà disponibile a testare il nuovo vaccino, andrebbe ad inserirsi nella terza fase della sperimentazione portata avanti dal Istituto nazionale sull’abuso di droghe degli Stati Uniti (Nida), insieme ai ricercatori britannici.Da quanto emerso sinora, le prime due fasi della sperimentazione sembrano aver rivelato un’efficacia del vaccino pari al 100% nell’impedire che gli effetti chimici derivanti dal consumo di cocaina raggiungano i recettori del cervello, mantenendo questa azione attiva dai 3 ai 6 mesi a partire dalla somministrazione. Durante la terza fase della sperimentazione, il vaccino dovrà essere testato su gruppi di persone più numerosi rispetto a quelli studiati finora e formati da un massimo di 120 individui.

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