Vanity Fair: Tiziano Ferro e l’omosessualità

"Che cosa succederà dopo?", chiede Tiziano Ferro. Poi, si risponde da solo: "Niente sarà più come prima". "Dopo" è dopo l’intervista, che Vanity Fair pubblica come storia di copertina nel numero in edicola dal 6 ottobre. E prima del libro autobiografico "Trent’anni e una chiacchierata con papà", dove l’artista ha raccolto i suoi diari dal 1995 al 2010 per fare un regalo a chi gli vuole bene, ma soprattutto a se stesso: vivere felice. E concedersi la pace e l’amore a lungo negati."Un paio di anni fa – racconta Tiziano Ferro – ho iniziato un percorso di analisi. Da tempo non stavo bene, e avevo capito di dover riprendere in mano una serie di cose: dal forzato esilio lontano da amici e famiglia alla relazione col mio lavoro, al rapporto contrastato con l’omosessualità. Così, dopo due anni di duro lavoro su me stesso, sono arrivato a una conclusione: volevo vivere meglio". Come ci è riuscito, perché ha scelto di rendere pubblico questo percorso attraverso un libro, e che cosa sogna per il suo futuro: tutto questo nell’intervista a Vanity Fair.

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