Vasco a San Siro: anticipato l’inizio del live

Ad annunciarlo sono stati gli organizzatori dei concerti di Vasco, sottolineando che l’anticipo dell’orario di inizio consentirà allo show di terminare entro le ore 23.00, condizione indispensabile per poter arrivare agli 80 decibel di pressione sonora all’esterno stadio, limite imposto dal Comune di Milano.Ricordiamo inoltre che, dopo la doppia tappa milanese, vasco Rossi partirà alla volta di Roma per i concerti del 27 e 28 giugno allo stadio Olimpico. A luglio, il Blasco sarà poi impegnato martedì 3 allo stadioDelle Alpi di Torino, il 7 allo stadio San Filippo di Messina e il 10 al San Nicola di Bari . Il 14 luglio è invece la data del gran finale con il concerto allo stadio Del Conero di Ancona. Secondo quanto annunciato dallo stesso Vasco, a settembre potrebbe poi arrivare una concerto "a sorpresa" dedicato ai fan che avevano già pregustato la performance al Parco San Giuliano di Mestre. Nulla è ancora deciso, ma c’è da scommettere che il rocker farà di tutto per cancellare la delusione per quanto accaduto a Venezia.Infine, segnaliamo che, a poche ore dall’inizio del primo dei due concerti sold-out a S.Siro, Vasco Rossi ha incontrato All Music e ha risposto alle domande di Elena Di Cioccio per un’intervista durata 50 minuti che ha toccato più argomenti, sociali e politici, di costume e ambientali, musicali e artistici. In altri termini si è parlato di "vizi privati e pubbliche virtù". "La gente deve sognare durante un concerto – ha detto Vasco -. Deve stupirsi di fronte a quanto vede. È la lezione che ho imparato dai Pooh. Sono stati i primi a capire l’importanza di investire nello spettacolo live". Sull’arrivo del batterista americano Matt Laug – già con Slash e Slipknot – il Blasco ha poi commentato: "Mi sarebbe piaciuto avere un batterista italiano ma non ce n’è. i migliori li trovi a Los Angeles. E Matt è qualcosa di unico. Un picchiatore senza sosta." Vasco Rossi ha poi regalato momenti seri e qualche curiosità: "la musica serve anche per risolvere i tuoi problemi" – immediatamente sdrammatizzati con la sua tipica ironia – "si fa musica anche per rimorchiare." Abituato ai grandi spazi live, ha detto poi di non sente la necessità di ritrovare una dimensione più raccolta. "Ho già dato nei primi anni di carriera. Eppure, anche davanti a 80.000 persone, quando canto, lo faccio come se avessi di fronte una sola persona."

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