Vasco Rossi: Il mondo che vorrei. 1a parte

Emozioni, forza e poesia che, tra l’Opendigital di Bologna e gli Henson Studios di Los Angeles, si sono riversati su disco per diventare "Il mondo che vorrei". Un parto atteso attesissimo dai fan di Vasco e dallo stesso artista, letteralmente sfiniti per il duro lavoro che c’è dietro al 21esimo album in studio della sua carriera. A dire il vero, il viaggio del rocker di Zocca non è stato in solitudine, tanti son stati i tecnici, gli amici e i musicisti che lo hanno supportato. Tra questi utlimi vanno sicuramente ricordati i musicisti californiani Mike Landau (l’assolo di chitarra ne Gli Angeli e, oggi, ne "Il mondo che vorrei"), Vinnie Colaiuta alla batteria affiancato da Matt Laugh che lo segue dall’anno scorso in tour, Tony Franklin al basso, Rafa Moreiro del trio punk Magnetico e la chitarra di Slash nel brano "Gioca con me".

A proposito dell’incontro con il guitar hero dei Guns and Roses, Vasco racconta: "Il giorno fissato ero in studio e stavo cantando il pezzo sulla base del provino quando è arrivato… vestito esattamente da Slash: jeans attillatissimi, catena per le chiavi alla cintura, cappellino all’indietro che raccoglieva i capelli in una coda e fazzoletto tipico pendente dalla tasca di dietro.. mi passa davanti mi saluta con uno strano sorriso tra la complicità e il divertito. Finisco di cantare e vado in regia. Ci salutiamo brevemente…io non parlo bene l’inglese e lui nemmeno un po’ l’italiano, ma ci capiamo al volo. Io sono felice di conoscerlo e lui sembra divertito all’idea di suonare un pezzo con Matt, già batterista del suo nuovo gruppo e attualmente il mio in concerto, che gli ha raccontato quanto sia stato entusiasmante per lui suonare in Italia con me dal vivo, davanti a un pubblico così numeroso… Slash chiede di cominciare subito. Si infila un paio di occhiali da sole a specchio, attacca la spina della sua Gibson all’amplificatore, e senza nessun particolare "effetto", parte a suonare il pezzo. Ho notato che pure essendo Slash, un guitar hero dei più maledetti della storia, sapeva già il pezzo… lo aveva imparato prima a casa e adesso lo suonava come fosse suo. Ci incontriamo durante una pausa e mi fa: ‘ehi Vasco, do you like more strong or more light?’ Gli rispondo: ‘I like more strong, man.’ Ha fatto un cenno con la testa ed è tornato di là. Non l’ho più visto. Il giorno dopo quando ho sentito il pezzo sono rimasto allibito. Cazzo però Slash!".

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