Veleni nei prodotti per bambini

Si tratta di prodotti in vendita nel nostro Paese, che sono stati analizzati da un laboratorio indipendente olandese, il TNO. I risultati sono stati presentati in una conferenza stampa a Roma, a Palazzo Mattei, condotta da Mario Tozzi, primo ricercatore Cnr e conduttore “Gaia”, nel corso della quale sono intervenuti oltre agli esponenti di Greenpeace, il comico Beppe Grillo ed il dottor Giuseppe Latini, direttore dell’Unità Operativa Neonatologia Ospedale “Perrino” Brindisi. Un totale di 12 campioni sono stati raccolti da Greenpeace. I giocattoli, tra i quali compaiono quelli di alcune note marche, e le stampe sui tessuti contengono concentrazioni elevate in particolare di di-isononil ftalato (DINP), fino a oltre 150.000 mg/kg. In uno dei giocattoli analizzati sono state rilevate quantità rilevanti di composti organostannici, mentre in altri concentrazioni di nonilfenoli e ottilfenoli etossilati. I prodotti per la detergenza dei bambini analizzati contengono entrambi il muschio sintetico galaxolide in concentrazioni fino a 327 mg/kg, nonché il muschio chetone più comunemente usato qualche anno fa. Sorprendentemente, uno dei prodotti detergenti per bambini contiene sia nonilfenolo che nonilfenoli etossilati, mentre l’altro presenta lo ftalato DEP in concentrazione pari a 589 mg/kg. “In seguito anche ad una battaglia di Greenpeace gli ftalati sono stati banditi nei giocattoli per bambini al di sotto dei tre anni, ma forse il negoziante chiede l’età del bambino alla mamma o se ci sono fratellini o amichetti più piccoli? E in base a quale principio i bambini più grandi non devono essere tutelati?” si domanda il dottor Latini. Gli ftalati, usati per ammorbidire la plastica, sono sostanze sempre più presenti in ambiente e sono stati ritrovati addirittura nel sangue umano, anche se esistono alternative valide. Lo stesso si può dire degli altri composti, come i muschi sintetici che servono solamente a profumare detergenti e altri prodotti per il corpo, esponendoci inutilmente a sostanze potenzialmente pericolose. “In alcuni prodotti per bambini analizzati abbiamo trovato gli ftalati, che sono banditi a livello europeo nei prodotti per la dentizione dei bambini al di sotto dei tre anni, perché possono causare danni al fegato, reni e ai testicoli ed alcuni sono classificati tossici per la riproduzione – spiega Vittoria Polidori, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace – e poi gli alchilfenoli, che comprendono sostanze che possono interferire con il Dna umano e danneggiare la produzione di sperma nei mammiferi”. Con REACH (Registrazione, Valutazione e Autorizzazione delle sostanze chimiche), la proposta di riforma della politica chimica europea, si potranno identificare le “sostanze più preoccupanti” che avranno bisogno di un’autorizzazione per usi specifici, ma non basta. Conclude poi la Polidori: “E’ necessario che al processo di autorizzazione di questi composti più pericolosi segua la loro sostituzione con alternative sicure, quando queste siano disponibili”. Dal canto suo, Greenpeace è da anni impegnata in una battaglia per eliminare i composti chimici pericolosi presenti nei prodotti di uso comune. Precedentemente erano stati effettuati campionamenti dell’acqua piovana e della polvere domestica, analisi di un’ampia gamma di prodotti, dai profumi ai prodotti elettronici, ritrovando ovunque queste stesse sostanze contaminanti, diffuse ormai in ogni ambiente e persino nel corpo umano.

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