Venturi Fétish. Roadster elettrizzante

La Fétish ha fatto il suo debutto al Salone dell’Automobile di Parigi, richiamando l’attenzione di molti come la prima autovettura sportiva alimentata ad elettricità ad essere prodotta in serie. Di certo non sarà destinata al grande pubblico, costruita a mano solo su ordinazione, costa la ragguardevole cifra di 540.000 euro. Una produzione limitata con un target elitario, ma pur sempre di un’auto di serie stiamo parlando, omologata per essere guidata su strada. La Venturi Fétish è una sportiva purosangue, caratterizzata da un design deciso ed avveniristico. Linee taglienti si intersecano alla perfezione con una carrozzeria tondeggiante ed aggressiva. Inserti in colori differenti evidenziano tutto il carattere di quest’auto. Grintoso il frontale, dove fa bella mostra di se la grande “V”, che parte dalla mascherina e continua per tutta la lunghezza del cofano.
Non meno personale il posteriore, dove l’ampio sfogo per l’aria, i piccoli fari tondi e il rollbar integrato regalano un look veramente sportivo. Nell’abitacolo si è fatto un largo uso di pelle bicolore e di inserti in alluminio. Di dimensioni importanti il tunnel centrale, che divide con decisione il posto di guida da quello passeggero. La strumentazione è invece inserita in un piccolo cruscotto dalla forma ovale. La Fétish è lunga 3887 mm, larga 1884 e alta 120 centimetri. Il telaio è un leggerissimo monoscocca in carbonio simile a quello delle auto da corsa. Le sospensioni sono a triangoli sovrapposti per l’anteriore, mentre per il posteriore è stato adottato lo schema multilink. L’auto è equipaggiata con ruote da 18″ per l’avantreno e da 19″ per il retrotreno, i freni sono a disco. Il motore elettrico, grazie anche al ridottissimo peso dell’autovettura (appena 1100Kg), riesce a spingere la Fétish fino alla velocità di 170 km/h e a garantire un’accelerazione da 0 a 100 Km/h in appena 4,5 secondi. L’energia necessaria viene accumulata in 100 batterie al litio disposte al centro del telaio. Ottima anche l’autonomia, oltre 350 i chilometri che l’auto percorre con un “pieno di elettricità”. Per la ricarica con una normale presa di casa si impiegano ben sedici ore e mezzo, contro le tre ore e mezzo se si dispone di un impianto a 80 ampère.

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