Viaggiamo a ’6 ruote’, ma è allarme incidenti

Guardando oltre la curiosa nuova tipologia di consumatore (o "specie") della mobilità, il quadro fornito dall’indagine non regala però soli sorrisi. Gli italiani "anfibi", sempre più "possessivi" dei propri mezzi a 2 e 4 ruote, si distinguono infatti in quanto "trasgressivi" e "inconsapevoli" delle infrazioni commesse in moto. Una constatazione che è possibile ricollegare con la mancata diminuzione degli incidenti stradali che fanno dell’Italia la prima nazione europea nella triste graduatoria delle vittime. Si tratta di una vera e propria emergenza, che in soli 10 anni ha visto il numero dei morti aumentare del 31,9% e del 46,9% quello dei feriti.Se gli italiani, inoltre, continuano a non utilizzare i mezzi pubblici (in ben 9 casi su 10), non si mostrano nemmeno intimoriti dalla patente a punti che, come sottolinea l’Aci, non sta fornendo i risultati sperati. Per il patentino per le due ruote la situazione non è certo migliore. Aumenta il costo per ottenerlo (+39% in soli due anni) ed è ancora limitato alla sola teoria. Anche la situazione multe è preda di un paradosso: aumentano infatti le infrazioni (in media 6 motociclisti su 10 le commettono), ma diminuisce il numero di multati (contestate nel 2006 il 2-3% delle infrazioni).Tra le più diffuse violazioni del codice della strada ci sono: sorpasso a destra, passaggio col rosso, mancato uso del casco e degli indicatori di direzione. Per quel che riguarda le città con più infrazioni conduce Napoli, mentre Verona, Roma e Palermo si distinguono nell’altro senso. Il Rapporto "Due Ruote 2006" ACI-Censis ha poi fornito una piccola fotografia del mercato, dove le immatricolazioni sono superiori alle radiazioni, con i "cinquantini" che perdono appeal tra i consumatori a favore dei "targati".

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