Vincere l’insonnia per prevenire l’infarto

Come se non bastasse, l’insonnia può far triplicare il rischio di essere colpiti da infarto e può essere legata ad altri gravi disturbi come la depressione. Di questo si è parlato nel corso della conferenza stampa organizzata dall’Aims, Associazione Italiana di Medicina del Sonno, per presentare la VI Giornata nazionale del Dormiresano, in programma per il prossimo 21 marzo. I disturbi del sonno, hanno spiegato gli esperti, colpiscono il 66% dei pazienti dei medici di famiglia. Ma l’insonnia è troppo spesso sotto diagnosticata, con una percentuale di pazienti che si sottopone alle cure ferma al 16%, contro un 56% che non adotta alcuna terapia. I disturbi del sonno, invece, non devono essere trascurati, perché possono avere importanti ripercussioni sulla salute ed influenzare, in alcuni casi, la prognosi di malattie cardiovascolari. Dormire bene, infatti, inibisce il rilascio di cortisolo durante il sonno, che normalmente viene liberato al risveglio per riattivare le funzioni corporee, come l’aumento di pressione sanguigna. Al contrario, sonni di breve durata o frequenti risvegli fanno si che venga rilasciato troppo cortisolo, l’ormone dello stress. Il legame con ictus e infarti appare quindi ancora più evidente se si pensa che questi fenomeni si verificano molto più spesso durante le prime ore del mattino. L’insonnia, infine, può essere legata a disturbi come la depressione, sia come causa che come sintomo della malattia. Il consiglio è quindi quello di consultare un medico non appena i disturbi del sonno dovessero prolungarsi per lunghi periodi, valutando eventuali cure mediche per impedire che questi si trasformino in insonnia cronica.

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