Virus polli: allevatori contro paura

Per ribadire il forte scontento ed il controproducente clima di allarmismo levatosi attorno al problema dell’aviaria in Italia, migliaia di allevatori sono scesi in piazza per sconfiggere quella che è stata definita come una "paura irrazionale". Un intero settore del Made in Italy, sostiene Coldiretti, deve essere protetto "dall’emotività del mercato". In difficoltà è un comparto come quello avicolo, capace di sviluppare ogni anno un fatturato complessivo di 3,5 miliardi di euro (circa il 6,5 percento del valore dell’intera agricoltura italiana), con una produzione di oltre un milione di tonnellate di carni di pollame. Cio, sottolinea con forza Coldiretti, significa una produzione largamente autosufficiente al consumo nazionale. Tutto questo vale per la carne di pollo, con 675mila tonnellate, ma anche per quella di gallina (86mila tonnellate), tacchino (298mila tonnellate), faraone ed oche (75mila tonnellate). Creando un clima di "paura irrazionale", si reca quindi danno all’intera produzione, in modo particolare all’economia di aziende e territorio di quattro regioni dell’Italia del Nord: Veneto (50 percento), Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte. In queste zone, infatti, risiede la maggioranza degli allevamenti. Quello che chiede il settore avicolo è quindi un maggior controllo "dell’emotività del mercato", fatto di un’informazione corretta e puntuale, ma senza inutili allarmismi. E’ proprio Coldiretti a portare un esempio della situazione attuale: "La scelta di togliere la carne di pollo dai menu di molti punti di ristorazione, quando invece occorrerebbe incoraggiarne i consumi inserendola con gustose ricette nei menu delle mense pubbliche e private".

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