Vita dura per i fotoreporter sostituiti dall’iPhone

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Il fotogiornalismo è molto cambiato negli ultimi anni: in un mondo che va sempre più di corsa non esiste più il dovuto apprezzamento per l’immagine perfetta ed è diventata più remunerativa la velocità nel pubblicare, anche a discapito della qualità. La possibilità che fornisce il Web di mettere in rete miriadi di immagini fruibili all’istante da milioni di persone in tutto il mondo, oltre alla crisi dell’editoria, ha fatto sì che prestigiosi giornali come il Washington Times e il Newsday già da qualche anno abbiano cominciato a licenziare una buona fetta dei loro dipendenti.

La crisi ha ora travolto anche il Chicago Sun-Times, il più antico giornale dell’omonima città fondato nel lontano 1844, la cui direzione ha messo alla porta dall’oggi al domani tutti e ventotto i suoi fotoreporter, smantellando di fatto un’intera redazione  “per restare al passo con i cambiamenti del settore”. Tra i licenziati si contano persino John White, premio Pulitzer 1982 e John Kim, premio Pulitzer 2011 nelle sezioni  “Miglior fotografia” e ”Fotografia di ultim’ora”.  Ricordiamo che il premio Pulitzer è la massima onorificenza statunitense per il giornalismo, il fotogiornalismo, la letteratura e la composizione musicale, sezione nella quale è stato premiato anche il grande Bob Dylan.

I giornalisti rimasti in redazione al Chicago Sun-Times sono stati costretti a seguire un corso accelerato di fotografia con iPhone e spinti a cambiare il loro modo di lavorare puntando di più sui video postati online. Gli smartphone, nati nel 1993 e da allora in continua evoluzione, corredati da processori sempre più progrediti, da memorie sempre più capienti, da display sempre più ampi e ad alta risoluzione, sono diventati di fatto uno strumento di lavoro irrinunciabile. È probabile che presto soppiantino anche il pc, grazie al wireless veloce, alle migliaia di applicazioni per professionisti per lo più gratuite, agli alti livelli di protezione e alla navigazione satellitare compatibile con i più comuni formati di file.

In tutto il mondo si stanno ridimensionando non solo le redazioni di quotidiani e magazine, ma anche le agenzie distributrici di materiale iconografico e la figura nascente dell’iphonereporter è ormai un dato di fatto.

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