Walter Bonatti: Rossana Podestà racconta una storia d’amore, dolore e sconforto

Vanity Fair

Avvicinata da Vanity Fair, Rossana Podestà è ancora alle prese con il dolore per la perdita del compagno e la frustrazione per come ha vissuto i suoi ultimi giorni. La Podestà spiega: “Io e Walter non eravamo sposati – eravamo entrambi reduci da matrimoni finiti, non ce n’è mai fregato niente di risposarci, era altro quello che ci ha uniti – e per l’ospedale dove Walter era ricoverato questo era un problema, così come lo è per la legge italiana. Pensi che mi hanno anche allontanata dalla rianimazione dicendo: ‘Tanto lei non è la moglie’. Le sembra possibile che una persona che già è schiacciata dal dolore venga trattata in questo modo?”.

Nel numero di Vanity Fair, che dedica la copertina proprio all’alpinista Walter Bonatti, Rossana Podestà spiega: “Quest’inverno abbiamo fatto un viaggio faticosissimo: 3.800 chilometri nel ‘grande mare di sabbia’ e sull’altopiano Gilf Kebir, tra Libia, Sudan ed Egitto. Lui era assente e stanco, e a me, che lo conosco bene, era sembrato strano. Poi, tre mesi fa, ha iniziato ad avere dolori molto forti e allora l’ho portato all’ospedale. Mi hanno detto subito della malattia, e che era in fase terminale, ma io ho deciso di non dirgli niente, mi sono presa la responsabilità di tacere”.

Perché? “Sarebbe stato inutile che sapesse. E poi avevo terrore che potesse decidere la sua morte da solo”. Lei come ha vissuto in questi mesi? “Malissimo, perché avevo la certezza della sua morte e sapevo che gli stavo alienando una verità che per ogni uomo è decisiva. Qualcuno che sapeva ha criticato la mia scelta di tacere, ma io sono orgogliosa di averlo fatto, anche se è stato difficile”.

Compagna di vita e al fianco di Bonatti in numerose avventure, Rossana Podestà parla poi dell’ultimo ricordo felice: “È di una notte di questa ultima estate, nella nostra casa al mare all’Argentario. C’era la luna e una nuvola nera che la copriva, ma da dietro la sua luce filtrava comunque e faceva brillare una striscia di mare. Abbiamo girato il mondo e assistito a tante albe e tramonti spettacolari, ma una cosa così non l’avevamo mai vista. È stato bello che sia successo fuori dalla nostra casa, e anche che a regalare questo spettacolo fosse la luna, che era il nostro astro”. Qual è il regalo che conserva di lui? “Nessun oggetto: Walter non era uomo da entrare in un negozio a comprarmi qualcosa. Ci regalavamo la nostra vita l’uno con l’altro: è questo il regalo più bello che ci siamo fatti”.

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