Web 2.0: folksonomy il neologismo più odiato

Il risultato? Una top five delle parole "irritanti" che vede il termine folksonomia al primo posto, seguito nell’ordine da blogosfera, blog, netiquette e blook. Se blog e blogosfera sono ormai di uso comune anche tra i neofiti di Internet, in molti si staranno però chiedendo il significato degli altri vocaboli, compresa l’odiata folksonomia o – in inglese – folksonomy. Frutto dell’unione delle parole folk (o folks) e sonomy (tassonomia), il termine folksonomy viene attribuito a Thomas Vander Wal e serve a descrivere una metodologia utilizzata da alcuni gruppi di persone che collaborano, di propria spontanea volontà, all’organizzazione di alcune tipologie di informazioni presenti in Internet. La prassi vuole che per l’organizzazione in categorie vengano utilizzate le cosiddette parole chiave.Per quanto riguarda la parola netiquette, si tratta invece di un termine ormai da tempo in uso sul web e d è frutto della contrazione del vocabolo inglese net (rete) e quello francese étiquette (buona educazione). Si potrebbe così definire come un vero e proprio galateo del mondo online, ovvero l’insieme delle buone maniere da adottare nei confronti degli altri navigatori. Più interessante è invece il termine blook, che interessa da vicino propio Lulu.com che ha promosso il sondaggio. Si tratta infatti di un neologismo che nasce dalla fusione di blog e book per sottolineare un romanzo strutturato o rivisitato nella forma del blog, ma anche un libro cartaceo realizzato con i contenuti di un blog. A coniare il termine blook pare sia stato il giornalista Jeff Jarvis in riferimento al blogger Tony Pierce.

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