Websense: stress da sicurezza

Nonostante ostentino una certa calma, i responsabili della sicurezza nelle aziende italiane risultano i più “stressati” per quanto riguarda le possibili minacce ai propri sistemi. A rivelarlo è una ricerca condotta da Dynamic Markets e commissionata da Websense, fornitore di servizi di sicurezza, dal titolo: “Stress da Sicurezza”. Lo studio, condotto nel gennaio di quest’anno, ha coinvolto 500 responsabili alla sicurezza di aziende (con oltre 250 dipendenti), operanti in vari settori, tra Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Italia. Lo scopo della ricerca di Dynamic Markets era quello di confrontare la situazione percepita dai responsabili alla sicurezza, con quella realmente dimostrata dai fatti, in materia di “protezione dei dati aziendali”. I risultati dimostrano che il 91% dei soggetti intervistati crede nell’efficacia dei sistemi adottati per la protezione informatica, anche se il 60% del totale non ha contromisure per possibili attacchi provenienti dall’interno dell’azienda, il 62% non può prevenire attacchi di phishing, il 56% non riesce a tenere sotto controllo l’utilizzo di piattaforme P2P per il file-sharig illegale ed il 35% non può evitare eventuali spyware che aprono backdoor nei sistemi, mettendo così in pericolo la sicurezza delle informazioni riservate. Per Websense si tratterebbe quindi di “un falso senso di sicurezza, smascherato nei fatti dall’elevato livello di stress che i responsabili di informatica hanno manifestato in relazione alle loro responsabilità e dalla realtà delle tecnologie di protezione installate in azienda, oltre che dagli attacchi effettivamente subiti”. Proprio questo falso senso di sicurezza “conduce troppo spesso a valutazioni superficiali dei rischi, rendendo le aziende facile bersaglio di tutti gli emergenti attacchi via Internet: spyware, phishing, keylogging, etc”. Un senso di sicurezza paventato, ma che dentro di sè i responsabili non percepiscono come tale, sempre per Websense infatti, questi “in qualche modo se ne rendono conto, se dall’indagine emerge con chiarezza che essi vivono oggi il proprio ruolo con un’ansia crescente”. A spaventare gli addetti alla sicurezza informatica delle aziende ci sarebbe la paura di perdere il posto di lavoro (il 72% del campione globale, il 62% di quello italiano) per la possibile buona riuscita di attacchi hacker. Per un responsabile IT su 5 poi, proteggere la propria azienda dalle insidie del Web è maggiore fonte di stress rispetto a impegni, pur gravosi, come cambiare lavoro, traslocare, sposarsi, divorziare, essere coinvolto in un tamponamento. La speciali classifica dei più “stressati” è guidata proprio dai responsabili IT italiani: il 30% si dichiara infatti più stressato dal proprio lavoro che dalla vita personale. La ricerca, come detto, è stata commissionata da Websense, raggiungibile al sito www.websense.com.

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