Wef: Ict, bene EU ma Italia scende

A guidare la speciale graduatoria 04/05 è Singapore, seguito da Islanda, Finlandia e Danimarca, mentre gli Stati Uniti perdono il ruolo di leader dell’anno precedente e si assestano al quinto posto. Secondo il rapporto “Global Information Technology”, diffuso dal World Economic Forum (Wef), la leadership di Singapore si spiega con il forte impegno del paese asiatico nell’insegnamento della matematica e delle scienze, l’affidabilità delle tariffe di connessione telefonica, gli acquisti di tecnologia informatica e di comunicazione e per il ruolo che il governo riconosce all’informatica. Se gli Stati Uniti perdono cinque posizioni, rispetto al 03/04, a causa di una sana competizione, altrettanto non si può dire per il nostro paese. A pesare sulla posizione italiana ci sarebbero infatti “un ingombrante clima regolatorio, un’infrastruttura relativamente povera e deficienze in aree quali la qualità del sistema scolastico e i bassi livelli di collaborazione tra settore industriale e accademico”. Sempre secondo il Wef, l’Italia si dimostra in forte ritardo anche per quel che riguarda “la qualità delle istituzioni per la ricerca scientifica” (in 79esima posizione), per “gli investimenti nella ricerca e lo sviluppo” (78esima) e per l’importanza data all’Ict dal Governo. A risollevare la nostra penisola ci pensano però gli immancabili telefonini, siamo infatti terzi per numero di utenti di telefonia mobile, ma in generale, il settore telefonia si dimostra quello più in salute, siamo noni per il numero di utenti della telefonia fissa e sesti per i telefoni pubblici. “Ce la caviamo” poi anche per quel che riguarda la diffusione di internet, dove ci piazziamo al 21esimo posto per il numero di utenti e al 27esimo per i servizi di e-gov. Giunto alla quarta edizione, “The global information technology report 04/05″ plaude poi gli sforzi fatti dall’Europa per cercare di diventare la prima economia a livello mondiale e i nuovi caratteri del vecchio continente, tra i quali “le sinergie positive tra la diffusione delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni e l’aumento dei livelli di prosperità”.

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