WWF: i 17 hot spots a rischio incendio

Le aree, principalmente concentrate nel centro e sud Italia, sono: Alpi Apuane – Garfagnana, Maremma tosco – laziale, Monti del Matese, Monti Lepini – Ausoni – Aurunci, Cilento – Val d’Agri – gruppo del Pollino, Murge e valli fluviali lucane, Marchesato di Crotone, Monti Peloritani – Stretto di Messina, Monti Iblei – tavolati di Ragusa, Madonie, Monti Sicani – Rocca Busambra – colline di Carini, Capo S.Vito – Lo Zingaro – Monti Inici, Sulcis – Iglesiente, Sarrabus – Gerrei, Monti del Gennargentu – Supramente – Golfo di Orosei, Monte Limbara, Costa da S. Teodoro a Portobello di Gallura – Bocche di Bonifacio.Il WWF ha voluto porre l’attenzione proprio su queste aree più vulnerabili scrivendo ai 671 Comuni che ricadono nei 17 "hot spots" per sollecitare l’applicazione di piani di prevenzione e la redazione dei catasti. E’ qui che occorre la maggiore prevenzione contro il consumo del suolo e altre attività, tra cui la caccia e il pascolo, per non impoverire ulteriormente il nostro patrimonio naturale più prezioso. Le parole d’ordine per il WWF sono: rispetto delle leggi, non perdere di vista le aree più pregiate e investire in prevenzione facendo tesoro dei buoni modelli già sperimentati.

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