Yale: l’appetito vien fumando

Secondo la dottoressa Darlene Brunzell, infatti, l’assunzione di nicotina accresce la voglia di cibo, anche a distanza di settimane dall’ultima sigaretta. Lo studio, che verrà presto pubblicato sulla rivista "Psychopharmacology", si basa sui risultati ottenuti da alcuni test sui recettori dell’acetilcolina nicotinica e del ruolo che questi esercitano sul controllo degli stimoli
comportamentali."Anche se la nicotina può agire come soppressore dell’appetito – afferma la ricercatrice – questi dati sono i primi a suggerire che una continua esposizione alla nicotina ha un effetto di tipo opposto, quello di accrescere la voglia di cibo anche nelle settimane che seguono l’assunzione della sostanza". L’importanza di questa ricerca consiste nello "sconfessare" una delle credenze più popolari legate al fumo, quella che attribuisce alla nicotina la
facoltà di impedire l’accumulo di peso corporeo. Capita infatti che i fumatori, specie le donne, decidano di non smettere di fumare per la sola paura di ingrassare. Stephanie
O’Malley, docente di psichiatria e capo-ricercatrice al Center for Nicotine & Tobacco Use Research (Yale University), fa eco alla Brunzell e dichiara: "
La ricerca suggerisce che iniziare a fumare da giovani per ‘tenere sotto controllo’ il proprio peso, può invece rivelarsi controproducente, oltre ad essere pericoloso per la loro salute. Occorrono ancora altre ricerche per determinare l’esatto funzionamento – conclude la
O’Malley – ma questo studio dimostra che, in alcuni individui, esiste una connessione tra l’esposizione alla nicotina e il conseguente aumento di peso". Se le conclusioni dei ricercatori della Yale University verranno confermate, potrebbe cadere un altro ostacolo che induce i fumatori a non smettere con la sigaretta.

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